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Google: “Vogliamo aggiustare il mondo”

Patrick Pichette, CFO di Google, parla di come il gruppo di Mountain View sia costantemente impegnato nel cercare di risolvere problemi di qualsiasi tipo.

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Definire Google come un motore di ricerca è oggi quantomeno riduttivo. La società è passata in poco più di un decennio dall’essere una delle tante piattaforme utilizzate dagli utenti per trovare informazioni online a realtà impegnata negli settori più disparati: dalla connettività (Google Fiber) all’industria automobilistica (Self-Driving Car), dallo sfruttamento delle fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica (come nel caso del progetto Shepherds Flat Wind Farm) ai dispositivi mobile (Android). L’interessamento del gruppo verso ambiti differenti da quello tecnologico è spiegata da Patrick Pichette.

Il Senior Vice President e CFO di bigG ha risposto a una serie di quesiti durante un incontro presso la National University of Singapore, parlando di come l’azienda stia cercando di contribuire in modo concreto a risolvere problemi che le persone si trovano ad affrontare nella vita di tutti i giorni, anche lontano da computer, smartphone e tablet. Uno degli esempi esposti riguarda proprio la quattro ruote in grado di guidare senza l’intervento umano, grazie all’integrazione di un complesso sistema fatto di sensori e videocamere. Il progetto, secondo Pichette, dimostra dove la tecnologia può arrivare: Google ha ingaggiato quattro dei migliori team al mondo per quanto riguarda l’automatizzazione dei veicoli, mettendo a loro disposizione tutti gli strumenti necessari per agevolare i processi di ricerca, sviluppo e collaborazione. Oggi la Self-Driving Car ha percorso migliaia di chilometri durante la fase di test, anche su strade pubbliche, senza mai restare coinvolta in incidenti.

Alla base di tutto deve per forza di cose esserci una visione innovativa del mondo e delle dinamiche che lo regolano, una sorta di ambizioso sguardo al futuro necessario per portare concept creduti irrealizzabili a diventare qualcosa di concreto. È quanto avvenuto anche con Android, passato in pochi anni dallo status di piattaforma sviluppata da poche persone a protagonista principale del mercato smartphone.

Ovviamente non tutte le idee riscontrano lo stesso successo, dunque è essenziale capire quando abbandonare un progetto altrimenti destinato a fallire, facendo tesoro dell’esperienza acquisita per non inciampare nuovamente negli stessi errori. Creatività, lungimiranza e un pizzico di follia: questi dunque gli ingredienti base della ricetta Google.

Fonte: ZDNet • Notizie su: