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Tex Willer, sanzione da oltre 6 milioni di euro

Tex Willer, responsabile di alcuni dei portali pirata più importanti in Italia, è stato colpito da una sanzione di oltre 6 milioni di euro.

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Una sanzione pari a circa 6,4 milioni di euro è stata inflitta a “Tex Willer“, il nickname dietro al quale si nasconde il noto responsabile napoletano di siti pirata. Il suo nome è stato affiancato ad alcuni dei riferimenti più frequentati dai downloader italiani e la chiusura dei portali ha soltanto anticipato quella che è stata la morsa chiusa attorno al suo mercato.

I siti sono stati immediatamente oscurati, ponendo così fine allo scambio di materiale sul quale Tex Willer costruiva la propria impresa. I nomi sono noti: italianshare.net, musicshare.italiannetwork.net, filmshare.italiannetwork.net, uwp.italiannetwork.net e italiansexy.net. Gli incassi quantificati dalla Guardia di Finanza erano stati valutati nell’ordine dei 580 mila euro ed un giro di false fatture aveva completato il quadro di un meccanismo criminale che andava anche oltre la semplice pirateria (arrivando anche a vendere i dati relativi agli iscritti ai vari portali controllati).

La sanzione comminata fotografa pertanto la complessità del sistema posto in essere dall’imputato e le dichiarazioni affidate da Enzo Mazza, Presidente FIMI, a TorrentFreak sottolineano proprio il modo in cui le indagini si sono sviluppate: inseguire il denaro, invece che i download, ha permesso di andare più a fondo nel meccanismo e di soverchiare pertanto una attività che gestiva un traffico pirata di alto livello, per un controvalore in termini di contenuti pari ad oltre 30 milioni di euro.

La vicenda di Tex Willer è del tutto iconica: colpisce uno dei nomi più noti sul panorama pirata nazionale, diventando un esempio di quel che le autorità stanno cercando di fare portando a segno continue battaglie di oscuramento nei confronti dei principali siti pirata attivi sul territorio. L’arrivo di nuovi servizi musicali in Italia (l’ultimo in ordine cronologico è quello di Spotify) va di pari passo con l’accresciuta pressione nei confronti della pirateria, in quanto è soltanto sostituendo l’offerta lecita di contenuti a quella illecita che il mercato può risollevarsi dalla crisi in cui versa ormai da tempo in questo passaggio di transizione dai supporti tradizionali alla musica liquida digitale.