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App Store: serve lo zampino di Apple per vendere

Affinché un applicazione divenga di successo su App Store, è necessario l'intervento diretto di Cupertino: l'esperienza di Infinity Blade.

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Come si articola il ciclo di vita di un’applicazione su App Store? Quali sono le reali possibilità di raggiungere i propri consumatori e di raccogliere discreti guadagni da un software venduto tramite il negozio di Cupertino? Sono domande a cui ha tentato di rispondere un report di App Data, portale che da tempo analizza e traccia i fattori di successo per le applicazioni di iPhone e iPad. E la discriminante è quasi sempre rappresentata dallo zampino di Apple.

Per capire quanto succeda nell’universo mobile di Cupertino, basta prendere in esempio l’analisi di uno dei software più famosi, la prima versione di Infinity Blade. Il gioco, da tempo rimpiazzato dal suo successore e quindi non più nelle grazie degli utenti, fino alla scorsa settimana arrancava ai margini della classifica delle app più vendute. Per qualche motivo, però, lo staff di Apple ha scelto il titolo inserendolo nelle app degne di nota della settimana. E i download si sono letteralmente impennati.

Trovandosi fuori classifica, gli sviluppatori avevano deciso di vendere il titolo a 0.89 cents. Data la promozione di Apple, si è scelto di approfittare in diffusione e pubblicità lanciando il gioco gratuitamente per un tempo limitato. L’applicazione è quindi subito entrata nella Top 5 delle più scaricate e, pur essendo gratis, i developer hanno guadagnato molto di più rispetto alla versione a pagamento. Come è possibile?

Infinity Blade

L’andamento di Infinity Blade su App Data.

Innanzitutto, con gli Acquisti In App, le feature aggiuntive che di volta in volta gli utenti possono comprare per arricchire il loro gameplay. Poi con l’effetto traino: Infinity Blade ha dirottato molti giocatori su Infinity Blade II, quest’ultimo venduto a 5.99 euro.

Ne emerge un quadro davvero complesso per gli sviluppatori: per poter vendere, la visibilità è tutto. E ottenere spazio in cima alle classifiche di Apple è tutto fuorché immediato, considerato il bacino di 800.000 software disponibili, a meno che non sia l’azienda stessa a metterci mano. Ad eccezione di quei rari casi di successo da passaparola – si pensi agli ineguagliabili numeri di Temple Run – la strategia per i developer in erba è quella di aver un parco app sufficiente nutrito, dove esistano delle soluzioni gratuite che spingano l’utente all’acquisto di una versione a pagamento. Le app free, infatti, hanno tassi di scalata e interscambio sulle classifiche ben più rapidi rispetto a quelli a pagamento e raggiungono bacini di clienti nettamente più elevati.

Fonte: App Data • Via: The Wall Street Journal • Notizie su: ,