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RIAA: Google non fa abbastanza contro i pirati – Update

La Recording Industry Association of America punta il dito contro Google: per gli utenti è troppo facile trovare materiale pirata sul motore di ricerca.

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Proprio nei giorni scorsi si è vociferato di un’ennesima iniziativa messa in campo da Google per contrastare il fenomeno della pirateria, con il gruppo di Mountain View e alcuni giganti nell’ambito dei pagamenti online (Visa, MasterCard e PayPal) in fase di trattativa per mettere a punto un sistema in grado di bloccare i versamenti a chi gestisce siti o portali per la diffusione non autorizzata di materiale protetto da copyright. Un’indiscrezione, al momento non confermata né smentita dalle realtà chiamate in causa, ma che lascia comunque trapelare l’impegno di bigG per trovare una soluzione efficace al problema. C’è però chi la pensa diversamente.

È il caso di RIAA, associazione statunitense da sempre attiva nell’impedire la circolazione di musica, film e contenuti multimediali protetti da diritto d’autore sui circuiti peer-to-peer. Stando a una dichiarazione riportata sulle pagine di The Verge, la Recording Industry Association of America ritiene lo sforzo di Google non sufficiente, in considerazione del fatto che per gli utenti è ancora troppo facile accedere a link per download non autorizzati attraverso il motore di ricerca. Eccone un estratto.

Piattaforme per il download popolari e autorizzate come iTunes, Amazon o eMusic compaiono nei primi dieci risultati delle SERP per poco più del 50% delle ricerche. Questo significa che per ogni sito rimosso da Google dopo migliaia di richieste relative a violazioni del copyright, ce ne sono molti altri che continuano a finire nelle pagine dei risultati al posto di quelli legali. In altre parole, qualunque modifica Google abbia apportato al proprio algoritmo per cambiare il ranking dei siti pirata, non sembra funzionare.

Il rapporto tra I siti autorizzati per il download di materiale protetto e quelli pirata nelle SERP di Google (RIAA)

Il rapporto tra I siti autorizzati per il download di materiale protetto e quelli pirata nelle SERP di Google (RIAA)

Il riferimento è al post pubblicato da bigG sul blog Google Inside Search nell’agosto scorso, in cui si annunciavano variazioni all’algoritmo di ricerca con lo scopo di penalizzare siti e portali che mettono a disposizione contenuti protetti da diritto d’autore senza autorizzazione. Al momento il gruppo di Mountain View non ha fornito una replica ufficiale alla questione.

Update
Un portavoce Google ci ha presentato la posizione ufficiale del gruppo nei confronti delle pressioni della RIAA:

Abbiamo investito molto in strumenti per la tutela del diritto d’autore a favore dei proprietari di contenuti e le notifiche di rimozione vengono processate più rapidamente di quanto sia mai successo. Nell’ultimo mese abbiamo ricevuto oltre 14 milioni di richieste di rimozione per violazione di copyright da Google Search e ne abbiamo rimosse tempestivamente più del 97% dai risultati di ricerca. Inoltre, il numero crescente di partnership e di accordi di distribuzione di Google con l’industria dei contenuti va a beneficio sia dei creatori di contenuti sia dei fruitori e genera centinaia di milioni di dollari per l’industria ogni anno

Fonte: The Verge • Notizie su: