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L’elettronica da indossare aiuterà i non vedenti

Un nuovo sistema per il rilevamento di ostacoli a distanza potrebbe rendere l'elettronica da indossare utile per i non vedenti.

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La tecnologia potrebbe presto correre in soccorso dei non vedenti, incrementando sensibilmente la loro sicurezza durante gli spostamenti in città a piedi. Presso l’Università dell’Illinois è stato infatti sviluppato un sistema capace di rilevare a distanza la presenza di persone ed oggetti, permettendo così ai non vedenti di individuare potenziali pericoli prima che essi siano troppo vicini.

Particolare interessante di tale tecnologia è la sua natura indossabile: i sensori e gli attuatori che la compongono possono essere distribuiti su degli indumenti, coprendo a trecentosessanta gradi il corpo della persona che la utilizza per avere una copertura totale dell’ambiente circostante. Alla base di tutto vi è l’utilizzo di ultrasuoni: qualora vengano individuati ostacoli entro un certo raggio, il sistema è in grado di segnalare quanto rilevato in maniera piuttosto semplice, ma efficace.

L’avviso viene infatti lanciato all’utente sotto forma di una pressione esercitata sulla pelle da alcuni attuatori. In questo modo, quindi, è possibile trasformare un’informazione visiva in un feedback tattile, consentendone un semplice utilizzo da parte di chiunque. Oltre a sensori, trasduttori ed attuatori, poi, vi è un’unità di controllo contenente al proprio interno la sorgente di alimentazione e la circuiteria per l’elaborazione delle informazioni ricevute.

Secondo i primi test effettuati, nel 90% dei casi tale dispositivo è stato in grado di aiutare in maniera sensibile persone che deambulavano per il campus dell’università ad occhi chiusi di rilevare con precisione la presenza di altre persone, così come la loro posizione in un certo range. Tale tecnologia potrebbe quindi rivelarsi particolarmente utile per aiutare i non vedenti a muoversi per strada con maggiore sicurezza, ma non solo, in quanto potrebbe essere applicata anche nel trasporto privato per rendere i veicoli più sicuri.

Fonte: PhysOrg • Notizie su: