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Ubuntu Touch, cresce il numero dei dispositivi

Ubuntu Touch potrà essere installato anche su smartphone e tablet di qualche anno fa, come il Nexus One e il Nexus S.

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Giusto una settimana fa, Canonical ha rilasciato le prime immagini di Ubuntu Touch per smartphone e tablet della serie Nexus. La Developer Preview è basata su Ubuntu 12.10 e permetterà agli sviluppatori di testare le funzionalità del sistema operativo, prima del rilascio ufficiale che avverrà ad aprile 2014 con Ubuntu 14.04. L’azienda è già al lavoro per supportare un numero maggiore di dispositivi.

Ubuntu Touch funziona perfettamente solo su Galaxy Nexus, Nexus 4, Nexus 7 e Nexus 10. Chi possiede questi prodotti può installare il sistema operativo basato su Linux, prestando attenzione alla versione del firmware. Canonical ha fornito tute le istruzioni necessarie per eseguire correttamente la procedura, ricordando che tutti i dati verranno cancellati e che, trattandosi di una versione sperimentale, il rischio è quello di rendere inutilizzabile il dispositivo.

Grazie alla collaborazione della comunità di sviluppatori, molti dei quali membri del forum XDA Developers, l’elenco dei tablet e degli smartphone è destinato ad aumentare. Attualmente è possibile installare Ubuntu Touch anche sui seguenti device: ASUS Transformer TF101, ASUS Transformer Infinity TF700T, ASUS Transformer Pad TF300T, HTC Desire, HTC DNA, Huawei Ascend G300, Kindle Fire, Kindle Fire HD, LG Optimus HD, Nexus One, Samsung Galaxy Tab 2 10.1 WiFi, Samsung Galaxy Note, Samsung Galaxy S, Sony Xperia S e Sony Xperia T.

L’elenco include altri dispositivi, ma in questo si parla di “working in progress“. È comunque sorprendente leggere i nomi del Nexus One e del Nexus S, i primi due terminali Android annunciati da Google, che non hanno un hardware recente. Secondo Canonical, i requisiti minimi prevedevano la presenza di un processor dual core Cortex A9. La possibilità di utilizzare Ubuntu Touch sui vecchi smartphone dimostra chiaramente l’efficienza e la flessibilità del sistema operativo.

Fonte: Ubuntu • Via: Slashgear • Notizie su: