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Google Translate, arriva il supporto ai dialetti

Il text-to-speech di Google Translate introdurrà presto il supporto ai diversi dialetti di una stessa lingua, per inglese, spagnolo, portoghese e cinese.

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Novità in arrivo per la funzione text-to-speech di Google Translate, ovvero il pulsante posizionato nell’angolo in basso a destra della schermata che permette di ascoltare il testo tradotto grazie a un sintetizzatore vocale. Secondo quanto scovato dal blog GOS, il servizio è pronto a offrire diverse pronunce  per la stessa lingua. In altre parole, il supporto ai dialetti per inglese, portoghese, cinese e spagnolo.

Traducendo un testo in inglese, ad esempio, sarà possibile selezionare se ascoltarlo con accento britannico, americano oppure australiano, come visibile dall’immagine allegata di seguito. La funzionalità non è ancora disponibile al pubblico. Secondo Google Operating System, l’autore del leak, bigG l’avrebbe infatti per il momento volontariamente disabilitata, forse per portare a termine una fase di test interna prima del lancio ufficiale. Si tratterebbe di una feature di certo utile, soprattutto per capire come spostandosi da un’area geografica all’altra possa cambiare il modo di pronunciare una stessa parola.

Ecco come apparirà l'interfaccia di Google Translate dopo l'introduzione del supporto ai dialetti

Ecco come apparirà l’interfaccia di Google Translate dopo l’introduzione del supporto ai dialetti

Non è tutto: a quanto pare il team di Mountain View ha in cantiere altre novità per Google Translate. Tra queste un frasario, utile quando si viaggia per interagire con gli abitanti del luogo in un idioma straniero, chiedendo informazioni su trasporti, ristorazione o luoghi d’interesse. Se a questo si aggiunge l’introduzione di importanti migliorie per il controllo ortografico nel browser Chrome Beta 26 annunciato ieri, il quadro è completo: bigG punta molto sull’impiego delle proprie tecnologie per abbattere le barriere linguistiche e culturali, dando al tempo stesso una mano a chi è solito scambiare messaggi o pubblicare articoli sul Web, indipendentemente dalla propria madrelingua. Per il momento Google non ha confermato né smentito l’indiscrezione.