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Brucia la Città della Scienza: startup in lacrime

Brucia la Città della Scienza a Napoli, incubatore di startup. Sospetto il dolo. Gara di solidarietà per ricostruire il sogno di una innovazione.

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Un incendio scoppiato ieri sera ha completamente distrutto il complesso di Città della Scienza, il polo tecnologico aperto a Bagnoli nel napoletano, frutto del “rinascimento” degli anni Novanta che aveva recuperato gli spazi della ex Italsider per farne un incubatore di impresa e un centro di divulgazione scientifica. Cinque unità di vigili del fuoco non sono bastate a domare ancora completamente il fuoco che ha colpito un’area di di diecimila mq. E si levano i sospetti di un atto doloso.

È la prima volta che una tragedia del genere – fortunatamente senza vittime, data l’ora in cui si è scatenata, attorno alle 21.30 – colpisce il mondo delle startup. Lì 160 dipendenti, migliaia di studenti ogni anno, e molte startup avevano trovato lavoro, ospitalità, occasioni, conoscenza. Anche lo scrittore napoletano Roberto Saviano ha commentato poco fa su Facebook con parole addolorate:

Ancora non sappiamo se si tratta di incendio doloso, ma Bagnoli da sempre è nelle mire dei clan che lì – fronte mare – vorrebbero edificare condomini. Il fuoco che distrugge Città della Scienza suggella il fallimento di immaginare una Bagnoli diversa. Una Napoli diversa.

Accuse abbastanza dirette, corroborate da alcuni elementi dell’incendio – sviluppatosi a gran velocità e con numerosi focolai in punti diversi – e che fanno urlare allo scandalo. La procura ha già aperto un’inchiesta, mentre il sindaco Luigi De Magistris promette tempi certi per la ricostruzione. Si pensa, come primo passo, almeno a una raccolta di fondi pubblici e privati per il museo interattivo, fiore all’occhiello del luogo.

Le immagini dei dipendenti in lacrime davanti alle sole mura perimetrali di ciò che resta della città della scienza stanno girando il web. Il sito cittadellascienza.it è irraggiungibile, probabilmente perché nell’incendio sono andati distrutti anche i server e tutto ciò che contenevano. Una perdita che ha impressionato il mondo politico e anche quello tecnologico, legato alle startup.

Dal campano vengono molte belle realtà che si sono distinte in questo ultimo anno, a partire da Mangatar; l’Università di Salerno è molto attiva e in molti pitch sparsi per la penisola si notano idee imprenditoriali provenienti da una delle terre con il più alto tasso di partite iva under 35 nel sud Italia.

La questione ora è come risollevarsi. Sindacati, parlamentari, esponenti dell’impresa hanno già messo sul tavolo l’urgenza di una riunione col governo. Questa mattina sul profilo Facebook di Città della Scienza è stato pubblicato il numero di conto corrente per contribuire alla ricostruzione.

Per contribuire alla ricostruzione di Città della Scienza è disponibile il conto corrente, intestato a Fondazione Idis Città della Scienza – IBAN IT41X0101003497100000003256 – causale Ricostruire Città della Scienza.

Fonte: Ansa • Notizie su: