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Il Conclave ai tempi del Web

Siti Internet, social network, tweet ufficiali, applicazioni e molto altro: ecco il Conclave ai tempi del Web, tra storia e innovazione.

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Con l’apertura del Conclave, stanno per aprirsi giorni di grandissimo fermento attorno al Vaticano: le telecamere di tutto il mondo sono puntate sulla Santa Sede, in attesa di vedere la famigerata fumata bianca che, da sotto la volta della Cappella Sistina, invierà il messaggio ai fedeli di tutto il mondo. L’attesa del famigerato “Habemus Papam”, però, mai come in questo caso è accompagnata da un fermento ulteriore, in molti casi reso concreto dal vigore delle comunicazioni digitali: la Rete consente e stimola un dialogo ancor più acceso attorno all’evento e si stanno moltiplicando le iniziative per seguire da vicino i lavori dei Cardinali riunitisi a Roma per l’elezione del successore di Papa Ratzinger.

Padre Antonio Spadaro, consulente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, ha voluto raccogliere in un post alcuni dei riferimenti che i fedeli (e non) potranno trovare per seguire più da vicino i lavori del Conclave. con una necessaria precauzione, però: tra approfondimento e chiacchiericcio il confine è spesso labile: «C’è un desiderio e un bisogno di partecipazione che colpisce. […] Ciò che sta avvenendo e la vasta partecipazione agli eventi del Conclave e di ciò che lo precede manifesta elementi interessanti. Il primo è che oggi un evento di proporzioni mondiali quale è il Conclave naturalmente vive anche nell’ambiente digitale perché in esso è possibile esprimersi e reagire in maniera diretta. Il rischio è la fagocitazione di un evento che ha logiche che a volte sfuggono alla facile “socializzazione” dell’evento. E gli effetti negativi sono il gossip e l’eccessiva curiosità».

Tra i riferimenti segnalati:

Le iniziative si moltiplicano, insomma. Spesso la quantità ha il sopravvento sulla qualità ed all’approfondimento sembra sostituirsi un tiro casuale al nome dei papabili, cercando così di calamitare l’attenzione e la curiosità sollevate dall’evento per fini che non sempre vanno nella direzione della Fede o dell’informazione.

Tra i flussi informativi più interessanti figurano gli account Facebook e Twitter dei Cardinali stessi, in alcuni casi già attivi sui social network prima ancora dell’esempio dato dal Papa dimissionario con l’apertura del suo account ufficiale nei mesi scorsi (ed oggi in Sede Vacante in attesa dell’insediamento del nuovo Papa). Tali flussi, spiega Padre Antonio Spadaro sulla scia di quanto indicato anzitempo da McLuhan, dimostrano quanto piccolo sia il mondo globale dell’informazione digitale, ove i flussi sono moltiplicati e diretti racchiudendo milioni di persone in una sola stanza virtuale. Tuttavia il silenzio del conclave scenderà presto anche sugli account online e la segretezza del voto rimarrà all’interno della Cappella Sistina sotto ogni punto di vista:

Ciascuno dei cardinali che è su Twitter ha deciso personalmente cosa fare e come essere presente con naturalezza e senza forzature. Ovviamente con l’inizio del Conclave i cardinali si chiuderanno nel silenzio e questi tweets cesseranno di essere inviati. E questo è un gesto di coerenza perché l’ambiente digitale è interconnesso con quello fisico e dunque il silenzio non sarà “schizofrenico”, ma organico e riguarderà anche la comunicazione in Rete.

Anche in questi dettagli ben si apprende quanto sia cambiato in pochi anni l’approccio della Chiesa con la Rete: apertura e comprensione, impegno e coinvolgimento. Nell’era del Conclave 2.0, tutto ciò emerge con forza nell’alveo di un evento destinato a segnare la storia in ogni angolo del mondo.

Fonte: CyberTeologia • Notizie su: