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Talking Shoe, la scarpa parlante di Google

In occasione del SXSW, Google ha presentato Talking Shoe, una scarpa da ginnastica intelligente e parlante, capace di reagire ai movimenti dell'utente.

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Google vestirà gli utenti dalla testa ai piedi, letteralmente. Dopo gli occhiali per la realtà aumentata Glass, ecco un nuovo progetto nato e sviluppato nei laboratori di Mountain View, la scarpa parlante. Talking Shoe è stata presentata nel fine settimana in occasione dell’evento SXSW 2013 e rappresenta l’ennesima dimostrazione di come il business di bigG sia ormai tanto diversificato da toccare gli ambiti più disparati.

Nessun pesce d’aprile anticipato. Si tratta di un concept per il momento non destinato al mercato, ottenuto modificando una scarpa da ginnastica Adidas inserendo un sensore di pressione nella suola, accelerometro, giroscopio, un piccolo elaboratore e un altoparlante circolare posizionato sulla linguetta, che fornisce all’utente feedback sonori sull’attività e i movimenti effettuati. Il modulo Bluetooth completa la dotazione tecnica, consentendo alla scarpa di comunicare con uno smartphone per inviare aggiornamenti ai social network. Il filmato in streaming di seguito rende bene l’idea del funzionamento.

Connettendo un paio di scarpe da ginnastica alla Rete, è possibile creare una connessione tra un oggetto fisico e lo spazio digitale legato all’advertising. Ogni movimento dell’utente genera informazioni catturate mediante accelerometro, giroscopio o sensore di pressione. Questi dati sono comunicati a una Web app installata sullo smartphone e tradotti in tempo reale in divertenti e stimolanti messaggi audio. È possibile pubblicare i commenti sui social network, creando così contenuti inediti nel mondo digitale in base a quanto accade in quello reale.

Talking Shoe, realizzata in collaborazione con YesYesNo e Studio 5050, fa parte dell’iniziativa Art, Copy & Code, progetto lanciato dal gruppo californiano per stimolare la nascita di nuove forme d’advertising. Come già detto non ne è prevista la vendita (almeno a breve), ma probabilmente Google rilascerà il codice del progetto con licenza open source, andando così a stimolare la fantasia e la creatività degli sviluppatori.

Fonte: Engadget • Notizie su: ,