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Andy Rubin, la lettera di addio al mondo Android

Dopo aver portato il sistema operativo a dominare il mercato mobile, Andy Rubin si congeda dal mondo Android con una lettera: ecco la traduzione integrale.

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Sundar Pichai sostituisce da oggi Andy Rubin alla guida del team interno a Google impegnato sull’ecosistema Android. Una notizia che ha stupito, arrivata come un fulmine a ciel sereno, con un post firmato dal CEO dell’azienda Larry Page sul blog ufficiale. Non si tratta di un avvicendamento al vertice dettato dal mancato raggiungimento di qualche obiettivo: la piattaforma ha fatto registrare una crescita record negli ultimi anni, specialmente in ambito smartphone, arrivando a minacciare anche la leadership di iPad nel settore tablet.

Le ragioni che hanno spinto Rubin a lasciare il proprio ruolo sono da ricercarsi nella volontà di concentrarsi su altro, nel desiderio di mettere le proprie capacità al servizio di un progetto nuovo. Il suo impegno resterà saldamente ancorato al gruppo di Mountain View, ma per il momento non è dato a sapere in quale ambito. Per congedarsi da tutti i partner esterni che hanno collaborato e contribuito al successo del sistema operativo, il “padre di Android” (classe 1963) ha pubblicato una lettera. Eccola tradotta di seguito.

Nel novembre 2007 abbiamo annunciato la Open Handset Alliance, con 34 membri fondatori. Oggi sono riconoscente agli oltre 85 partner OHA che ci hanno aiutato a far crescere Android e portare avanti la sua innovazione con un ritmo inimmaginabile. L’ecosistema Android è evoluto in modo incredibile dal lancio del primo dispositivo basato sulla piattaforma datato ottobre 2008. Il numero e la varietà di prodotti Android va oltre la mia più ottimistica previsione, con più di 750 milioni di device, cifra che continua a salire.

Android ha sempre avuto una “filosofia open”, dettata dalla convinzione che mille cervelli sono meglio di uno solo. Insieme all’ecosistema è cresciuto anche il nostro team all’interno di Google. Sono incredibilmente orgoglioso del fenomenale gruppo di persone che hanno passato le loro giornate (e nottate) sviluppando la piattaforma Android e i suoi servizi. Diamo solo uno sguardo all’ultimo anno: un team ristretto ma incredibilmente ambizioso ha rilasciato Jelly Bean con Google Now, lanciato Google Play in nuovi territori e collaborato con partner diversi per creare tre dispositivi Nexus inediti con l’obiettivo di accelerare il grado d’innovazione dell’ecosistema.

Oggi, il successo di Android combinato con la forza del nostro management team, mi assicura la possibilità di lasciare le redini di Android nelle mani di altri. Da questo momento Sundar Pichai guiderà il gruppo al lavoro sulla piattaforma, in aggiunta al suo impegno con Chrome e Apps. Hiroshi Lockheimer, che molti già conoscono bene, insieme al resto del team di Android, continuerà a lavorare a stretto contatto con i nostri partner per evolvere ulteriormente il sistema operativo, preparandolo per nuovi prodotti e servizi che oggi possiamo solo immaginare.

Per quanto mi riguarda, sono un imprenditore nel cuore e sento che è giunto il momento per aprire un nuovo capitolo all’interno di Google. Sono meravigliato da quanto abbiamo ottenuto da quei giorni (non è passato poi molto tempo!) e continuo ad amare il fatto che una semplice idea unita a un obiettivo comune, una piattaforma open source messa a disposizione di tutti, possa trasformare il modo di interagire con la tecnologia per le persone di tutto il pianeta.

Nell’intervento pubblicato da Larry Page sono stati forniti alcuni numeri riguardanti il successo della piattaforma Android: 750 milioni di dispositivi, oltre 60 partner impegnati nella loro realizzazione, più di 25 miliardi di download dallo store Google Play. Sotto la guida di Sundar Pichai, il team al lavoro sul sistema operativo proseguirà sulla stessa lunghezza d’onda.

Fonte: The Wall Street Journal • Notizie su: