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Italia Startup: ecco il decalogo

Il workshop della scorsa settimana ha prodotto un decalogo rivolto alle imprese innovative. Al primo punto una regola d'oro: ci vogliono idee, non denaro.

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Un decalogo di principi e dritte per uno startupper. Questa è la summa di una giornata positiva, al workshop di Italia Startup a Milano, istruzioni per l’uso ai tempi del nuovo regime di vantaggio approvato con la legge 221.

A parlare con gli imprenditori e gli startupper presenti al Talent Garden di Milano c’erano consulenti legali e fiscali di importanti studi cittadini, che per un giorno hanno abbandonato le loro scrivanie per aiutare l’associazione Italia Startup – che riunisce in forma istituzionale gli stakeholder del mondo startup italiano – nella missione statutaria di dare supporto e stimolare chi sta facendo impresa in Italia.
Con loro, a raccontare le proprie esperienze imprenditoriali, c’erano anche Marco Magnocavallo, Cristiano Esclapon e Marco Porcaro.

Per condividere la giornata con chi non ha potuto partecipare, abbiamo così pensato di raccogliere in un comodo decalogo i punti salienti del workshop. Lo abbiamo fatto senza pretendere di racchiudere in una unica lista la ricchezza, il dettaglio e l’approfondimento raggiunto dai professionisti ma, piuttosto, per condividere il pomeriggio di lavori sperando che siano l’inizio di un percorso di approfondimento personale.

Il workshop di Italia Startup è stato seguito con grande interesse.

Il workshop di Italia Startup è stato seguito con grande interesse. (immagine: Italia Startup).

Il decalogo affronta in effetti alcuni punti salienti che possono restare nel cono d’ombra delle molte opportunità offerte dalla legge, che però può incutere un po’ di timore e rubare energie soprattutto per i primi passi burocratici: valutazione dei propri requisiti, iscrizione al registro speciale presso le camere di commercio, e via dicendo.

Nel decalogo qui sotto, invece, ci sono elementi concreti per chi vuole guardare oltre, al concreto, alle conseguenze di questo passo: aspetti economici, principi di fondo, suggerimenti e distinguo. Si potrà approfondire ogni punto, presto, seguendo l’intera sessione sul canale YouTube dell’associazione. Intanto, ecco i punti in estrema sintesi.

  • Basta un euro di capitale sociale per fondare una startup, fino ad arrivare a 10.000 euro (di cui solo 2.500 da versare).
  • iSrl e iSpa non sono virus, ma le vesti societarie delle startup innovative: conoscere le forme societarie è importante per fare la scelta giusta a seconda delle proprie convenienze.
  • Il capitale più importante è quello umano, la maggioranza delle quote delle startup innovative deve essere gestito da persone come uno startupper e non da società.
  • Laurea e master sono un must nel team della startup innovativa.
  • Provare, lanciarsi, sfidare sé stessi senza avere paura di fallire: la procedura di liquidazione è a favore di chi rischia.
  • Bisogno di flessibilità? Si può dare lavoro con contratti a termine e premiare il team con dei bonus sui risultati. E c’è elasticità anche in ingresso e in uscita dei collaboratori.
  • Le agevolazioni e deroghe di natura fiscale sono inedite: se si registrano perdite anche per 3 esercizi non si hanno complicazioni fiscali.
  • Al contrario, se ci sono amici e parenti che credono nella idea, costoro possono godere di deduzioni e agevolazioni d’imposta.
  • Affidarsi a un incubatore: può davvero aiutare lo startupper a far nascere l’idea imprenditoriale.
  • I venture capital sono un attore fondamentale, ma è bene ricordare che sposano un modello di business più che un’idea. E vorranno presto risultati.

Fonte: Italia Startup • Immagine: Itala Startup • Notizie su: