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KeyShot, quando il 3D supera la fotografia

Le campagne pubblicitarie abbandonano la fotografia per far spazio al rendering 3D: il merito è di KeyShot, leader del settore.

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La pubblicità è l’anima del commercio, ed una buona pubblicità passa sicuramente attraverso una buona rappresentazione dell’oggetto sponsorizzato. Talvolta i metodi tradizionali possono rivelarsi non adatti, sia perché costosi, sia perché incapaci di catturare ogni dettaglio che si desidera mostrare. Ecco dunque che la tecnologia viene in soccorso degli addetti ai lavori, grazie ad un software che negli ultimi anni ha letteralmente rivoluzionato il settore: trattasi di KeyShot, un’applicazione in grado di simulare gli effetti della luce come nessun’altra.

KeyShot è un prodotto software nato inizialmente per fornire supporto ai designer nel simulare la luminosità degli appartamenti, ma lentamente ha saputo mettere a disposizione le proprie caratteristiche anche in altri contesti. Attualmente rappresenta la soluzione in assoluto più utilizzata per renderizzare oggetti tridimensionali ed il motivo è piuttosto semplice: KeyShot è infatti capace di costruire versioni digitali di qualsiasi oggetto in maniera particolarmente fedele alla realtà, rendendo il più delle volte indistinguibili i due.

Tale software si è rivelato particolarmente affidabile anche nella renderizzazione di volti umani, in assoluto una delle sfide più complicate affrontate dal mondo della grafica 3D a causa delle enormi difficoltà nel ricreare il tessuto cutaneo. A rendere tale applicazione così efficiente è l’eccellente motore di rendering che vi è alla base, capace di simulare il comportamento dei fotoni nell’interazione con i materiali presenti nell’ambiente virtuale. Ad oggi, infatti, KeyShot è l’unico software ad aver ricevuto l’approvazione dalla International Commission on Illumination, la quale ha sottolineato l’ottimo lavoro svolto dagli sviluppatori nel rispettare le leggi della fisica durante la creazione dei modelli 3D.

KeyShot è dunque divenuto un alleato indispensabile nel mondo della pubblicità al punto che buona parte delle campagne di marketing fanno affidamento su versioni renderizzate dei prodotti pubblicizzati: dagli smartphone ai PC, dai detersivi agli elettrodomestici, passando per numerosi altri settori, tutti sono raffigurati a valle di un processo di modellazione tridimensionale, a seguito del quale risulta particolarmente complicato distinguere il prodotto reale da quello digitale. «L’intera campagna pubblicitaria del Surface di Microsoft è stata realizzata con KeyShot» ha dichiarato Henrik Wann Jensen, uno dei fondatori del progetto, «e qualsiasi prodotto dell’azienda si acquisti, l’immagine raffigurata sulla scatola è stata creata allo stesso modo».

Fonte: Wired • Notizie su: