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Internet, il record mondiale di velocità è italiano

I ricercatori della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa hanno raggiunto una velocità di 1.000 Gbps su una distanza di 1.000 Km.

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I ricercatori della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa hanno concluso con successo una lunga serie di test in Australia, riportando in Italia un risultato stupefacente. Utilizzando la fotonica integrata, è state realizzato un collegamento di 1.000 Km tra le città di Sydney e Melbourne che ha permesso di raggiungere una velocità di trasmissione pari a 1 Tbps, stabilendo quindi il nuovo record mondiale (il precedente record era di 448 Mbps). Le tecnologie sviluppate a Pisa hanno permesso di aumentare la velocità delle reti esistenti, senza incidere sull’occupazione di banda.

L’ingegnere Luca Potì spiega che l’obiettivo è stato raggiunto grazie a sofisticati algoritmi di compressione con i quali è possibile trasmettere più informazioni nello stesso spazio di frequenza. Il test è stato effettuato sulle reti dell’operatore telefonico Telstra, in collaborazione con Ericsson e il Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni.

Gli esperimenti e le misurazioni hanno dimostrato che la tecnologia può essere applicata alle reti esistenti, quindi non richiede costi eccessivi. È infatti necessario installare solo i dispositivi di trasmissione e ricezione sulle reti in fibra ottica attuali per ottenere una velocità di 1.000 Gbps, dieci volte maggiore di quella offerta da Telstra. Con una linea in fibra ottica da 1 Tbps in un secondo sarà possibile scaricare 25 DVD, trasmettere 300.000 video full HD, effettuare 200 milioni di chiamate VoIP e 50 milioni di video chiamate. Inoltre, un operatore telefonico potrà garantire 50.000 connessioni ADSL da 20 Mbps ognuna.

Il team di ricercatori migliorerà ulteriormente il sistema di compressione per raggiungere i 2 Tbps prima della fine dell’anno. Questa velocità di trasmissione potrebbe diventerà realtà entro quattro anni. La fotonica integrata porterà benefici anche sull’ambiente. Utilizzando esclusivamente luce e silicio, si potranno costruire centrali e infrastrutture di comunicazione “green”, dalle dimensioni ridotte e dai consumi energetici più contenuti.