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Jeff Bezos: così sarà il tablet del futuro

Jeff Bezos brevetta i terminali mobile del futuro: connessione ed alimentazione saranno wireless, garantendo lunga autonomia ed ampia libertà.

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In futuro non si avrà in mano un tablet o un e-reader, ma un semplice display. Non si avrà uno strumento intelligente e “standalone”, ma una sorta di periferica priva di intelligenza ed utile a veicolare informazioni verso l’utente. Il futuro, insomma, potrebbe vedere una rivoluzione nuova ed ulteriore del concetto di mobilità ed Amazon, tramite le idee portate avanti da Jeff Bezos, potrebbe tentare di dire la propria in questo campo proiettando per Kindle un ruolo di prim’ordine.

I progetti di domani passano per le chimere di oggi ed il percorso che trasforma i sogni in prodotti è lo stesso che trasforma la fantascienza in scienza. Tutto ciò passa per i brevetti, spesso e volentieri finestre sul futuro tramite le quali intravedere quel che il mercato sarà in grado di offrire negli anni a venire.

Un brevetto in particolare, depositato a firma di Jeff Bezos ed archiviato al numero 20130069865 dall’ufficio brevetti USA, cattura in queste ore l’attenzione in virtù della forte carica innovativa di cui si fa portatore. L’idea descritta delinea un nuovo ruolo ed un nuovo tipo di funzionalità per i tablet del futuro, relegandoli a mera periferica di una unità intelligente centrale. Ma non è soltanto questione di informazioni: il device dipenderebbe dalle unità intelligenti non soltanto in termini di accesso alle informazioni, ma anche per nutrire le proprie necessità energetiche.

Tutto diventa wireless, insomma: non solo la connessione, ma anche l’alimentazione. Senza cavo alcuno, insomma, la tavoletta portatile potrebbe essere costantemente alimentata così da avere sempre a disposizione una carica sufficiente per i ruoli a cui è prefissa. Una situazione, evidentemente, destinata a sfociare in una forte dicotomia: da una parte una grande libertà di azione e di movimento, svincolando il device da qualsivoglia legame con una necessaria ricarica a cadenza quotidiana; dall’altra una scarsissima libertà di azione e di movimento, vincolando il dispositivo a luoghi in cui sono disponibili le unità centrali in grado di trasmettere connessione, informazioni ed impulsi elettrici.

Il dispositivo in sé richiederebbe probabilmente la dotazione minima necessaria prevista per una periferica di mero output: una riserva energetica sotto forma di batteria ed un display in grado di ricreare l’immagine. L’immagine stessa non verrebbe però disegnata in locale, ma trasmessa in pre-rendering per delegare all’unità intelligente tutto il carico legato a grafica ed elaborazione dati.

Il brevetto firmato da Jeff Bezos non descrive quindi un tablet buono per ogni uso, ma probabilmente una unità in grado di dire la propria soprattutto in luoghi ben determinati, ove il costo delle periferiche e la durata della loro autonomia potrebbero fare la differenza. L’idea si rivela pertanto potenzialmente valida soprattutto in ambienti scolastici, ove ogni utente ha accesso ad un elaboratore centrale, alla carica energetica continuativa ed alle informazioni utili alle attività previste. L’ambito aziendale potrebbe comunque restituire medesimo campo di applicazione.

L’idea è oggi solo su carta. Se però il Kindle del futuro sarà più leggero ed a basso costo, allora tutti potranno dire di aver visto in anticipo quello che sarebbe accaduto: era tutto descritto nel brevetto n. 20130069865.