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Apple Store: arriva il table-selling

Apple cambia le modalità di vendita di Apple Store: arriva il table-selling per i dipendenti e si riduce l'enfasi sui prodotti di terze parti.

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Apple avrebbe deciso di modificare le modalità di vendita presso i suoi Apple Store, forse per inseguire una strategia più aggressiva. Secondo un report pubblicato da 9to5Mac, Cupertino si starebbe convertendo al table-selling, a cui si aggiunge la diminuzione dell’enfasi sui prodotti di terze parti.

Fino a oggi la gestione della clientela in negozio si è svolta in modo apparentemente randomico: il primo addetto Apple libero provvede a rispondere alle richieste del cliente. Ora, invece, Cupertino vorrebbe assegnare un singolo tavolo a ogni dipendente, responsabile della gestione di tutti i consumatori riuniti nella zona a lui assegnata. In questo modo la Mela non solo spera di velocizzare le operazioni di vendita e assistenza, ma anche di riunire competenze e prodotti simili sulla base della predizione del comportamento del visitatore.

L’iniziativa non sarebbe però stata presa con eccessivo entusiasmo dagli addetti di Apple Store, così come la stessa testata d’oltreoceano riporta. Un impiegato avrebbe infatti affermato:

«Non credo tutti abbiano le stesse domande o gli stessi bisogni. Credo che ci stiamo lentamente trasformando in Best Buy. Ogni volta che mi reco da Best Buy, c’è solo un addetto a mala pena in grado di servire cinque persone diverse, tutte in attesa di cose differenti.»

L’attuale sistema “first come, first serve” – ovvero l’assegnazione del cliente al primo operatore libero – garantisce una copertura più che discreta di tutti i consumatori presenti. Con il table-selling, invece, lo stesso dipendente dovrà occuparsi di più clienti contemporaneamente, con i rischi che questo comporta in termini di attesa e di soddisfazione.

In aggiunta a questa modalità di vendita, pare che la Mela abbia istituito un nuovo ruolo lavorativo, quello del Dibber. La figura in questione dovrà occuparsi di ridurre l’enfasi e il supporto a prodotti e applicazioni di terze parti, affinché non vi sia un sovraccarico inutile per Apple. Ad esempio, un cliente che chiede informazioni sul malfunzionamento di un’applicazione per Mac prodotta da terzi non riceverà immediata assistenza, bensì verrà reindirizzato sulle pagine online di supporto del produttore, qualora esistenti. Nel frattempo, continuano le mire espansionistiche di Tim Cook, così come ricordato durante la conferenza presso Goldman Sachs:

«Alcuni dei nostri negozi non sono sufficientemente grandi. Ma, come il denaro, si tratta di un buon problema da risolvere. Così quest’anno chiuderemo 20 dei nostri store, per spostarli in spazi più grandi.»

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Fonte: 9to5Mac • Immagine: pcruciatti via Shutterstock • Notizie su: ,