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Google e brevetti, al via l’iniziativa OPN Pledge

Open Patent Non-Assertion Pledge ha lo scopo di facilitare l'accesso alle tecnologie coperte da brevetto per chi sviluppa progetti di natura open source.

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Il boom di dispositivi e piattaforme mobile registrato negli ultimi anni ha visto anche una vera e propria impennata nel numero di cause legali riguardanti brevetti e proprietà intellettuali. Realtà come Google, Apple, Microsoft e Samsung sono state al centro di accesi scontri per determinare la paternità di tecnologie e form factor, in una sorta di “guerra termonucleare” (definizione presa in prestito da Steve Jobs) combattuta a colpi di denunce e ricorsi in appello.

Per cambiare le cose Google lancia oggi l’iniziativa Open Patent Non-Assertion Pledge, con l’obiettivo di mettere a disposizione una serie di brevetti che sviluppatori e produttori saranno in grado di sfruttare liberamente per la realizzazione di progetti open source. OPN Pledge non riguarda ovviamente l’intero portfolio di bigG: si inizia con una decina di proprietà intellettuali, ma il numero è destinato a crescere.

In Google crediamo che un sistema open sia vincente. I software open source sono stati alla base di molte innovazioni nel cloud computing, nel Web mobile e, in generale, per Internet. Nonostante le piattaforme open si siano viste costrette ad affrontare sempre più attacchi sul fronte dei brevetti, forzando le aziende a difendersi attraverso l’acquisizione di nuove proprietà intellettuali, continuiamo il nostro impegno per costruire una Rete aperta, una che sappia proteggere la reale innovazione, offrendo ottimi prodotti e servizi.

Chiaro il riferimento alla battaglia legale che negli ultimi anni ha visto l’ecosistema Android e produttori come Samsung trascinati nelle aule di tribunale per la presunta violazione di brevetti su funzionalità e design, in primo luogo da parte del concorrente Apple, così come all’acquisizione di Mototola Mobility. Quattro i punti di forza dell’iniziativa e le condizioni dettate per aderire, elencati da Duane Valz (Senior Patent Counsel di Google) nel suo intervento sul blog ufficiale.

  • I legittimi proprietari dei brevetti potranno decidere con esattezza quali proprietà intellettuali e relative tecnologie mettere a disposizione;
  • la protezione garantita da OPN Pledge non è confinata a un progetto specifico o a una licenza open source, ma a tutti quelli (passati, presenti o futuri) che fanno riferimento al brevetto interessato.
  • la protezione dell’iniziativa potrà venire meno, ma solo in caso di attacco nei confronti di un prodotto o servizio Google, oppure se la controparte sta creando profitti;
  • l’impegno rimane attivo per tutta la durata del brevetto, anche in caso di trasferimento di chi lo ha depositato.

Fonte: Google Open Source Blog • Notizie su: