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App scaricate: Google Play batte App Store

Nel primo trimestre 2013 la piattaforma Google Play ha fatto registrare il 51% dei download complessivi in ambito mobile, sorpassando App Store di Apple.

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+11% nel numero di download delle applicazioni in tre mesi, è quanto emerge nell’analisi condotta da Canalys sull’universo mobile. I dati fanno riferimento al primo trimestre 2013 e prendono in considerazione le quattro piattaforme più utilizzate da chi possiede uno smartphone o un tablet, ovvero Google Play, App Store, Windows Phone Store e BlackBerry World. A generare il maggior volume di app scaricate è il negozio virtuale di bigG, che si aggiudica la fetta più grande della torta con il 51%, seguito a breve distanza dal concorrente di casa Apple.

Un dato che non stupisce, considerata la leadership del sistema operativo Android soprattutto in ambito mobile, anche se le ultime rilevazioni parlano di uno stop nel tasso di crescita all’interno di un mercato importante come quello degli Stati Uniti. In termini prettamente numerici, tra il mese di gennaio e marzo sono state scaricate 13,4 miliardi di applicazioni in tutto il mondo, generando un volume d’affari quantificato in 2,2 miliardi di dollari (+9% rispetto al Q4 2012), suddiviso in denaro proveniente dall’acquisto diretto, sottoscrizioni a pagamento e in-app purchase. Restando in tema di profitti è invece App Store a garantire gli incassi migliori a chi sviluppa, aggiudicandosi il 74% della cifra complessiva.

Le applicazioni hanno un impatto determinante sul modo di utilizzare i dispositivi mobile da parte degli utenti, sul loro valore e su cosa la gente si aspetta da smartphone e tablet. Rappresentano gli strumenti che permettono alle persone la fruizione dei contenuti e la connessione ai servizi, oltre alla personalizzazione dei device. Si tratta di un mercato che vale miliardi di dollari, in continua crescita, con un numero sempre maggiore di consumatori di tutto il mondo alla ricerca di app.

Queste le parole di Adam Daum, analista Canalys, che vanno a confermare una tendenza ormai nota da tempo. Un’ecosistema mobile che non beneficia del supporto da parte della community di sviluppatori è destinato a scomparire. Un esempio: lo sa bene BlackBerry, che per il lancio del sistema operativo BB10 avvenuto a fine gennaio ha voluto coinvolgere innanzitutto chi è impegnato in prima persona nella creazione di app.

Fonte: Canalys • Notizie su: ,