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Google, nuova denuncia in UK da Streetmap

L'azienda Streetmap attacca Google, definendo quella del motore di ricerca una "cinica manipolazione dei risultati" per danneggiare la concorrenza.

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Altra questione legale da affrontare per gli avvocati di Google, questa volta proveniente dal Regno Unito, dove Streetmap ha citato in giudizio il gruppo di Mountain View per presunti comportamenti scorretti nell’indicizzazione dei risultati. La società, come ben comprensibile già dal nome, si occupa della mappatura del territorio, mettendo a disposizione degli utenti cartine, indicazioni stradali e informazioni sui luoghi d’interesse nei paesi UK.

Il direttore commerciale Kate Sutton è intervenuta sulle pagine di Bloomberg per spiegare le ragioni che hanno spinto l’azienda a sporgere denuncia nei confronti del motore di ricerca. Ecco le sue parole.

Ci siamo visti costretti a intraprendere questa azione nel tentativo di proteggere la nostra attività e attirare l’attenzione su chi, come noi, ha avviato un proprio business tecnologico, solo per vederlo danneggiato da  parte di Google con una cinica manipolazione sui risultati delle ricerche.

Parole forti, che le autorità competenti saranno chiamate a legittimare oppure rispedire al mittente, che in ogni caso si vanno a sommare ai problemi che bigG sta già affrontando nel vecchio continente. Il colosso del mondo online è infatti reduce dall’accordo d’oltreoceano con FTC (Federal Trade Commision), siglato all’inizio dell’anno, che lo ha visto dichiararsi disposto a variare alcuni suoi comportamenti in materia di brevetti, advertising e Universal Search. In Europa la decisione finale è invece attesa dopo l’estate, con il commissario Joaquin Almunia che a fine febbraio è tornato a parlare della vicenda antitrust.

Proprio ieri la stampa internazionale ha parlato di un documento inviato da Google ai vertici UE, il cui contenuto non è però stato reso pubblico. Con tutta probabilità di tratta di una serie di concessioni messe sul piatto da bigG con l’obiettivo di chiudere la vicenda senza le pesanti multe minacciate più volte, dunque in modo simile a quanto avvenuto negli Stati Uniti.

Fonte: Bloomberg • Notizie su: