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Apple, sovrastimati gli ordini di Mac

Apple avrebbe sovrastimato la domanda per l'intera linea Mac, tanto da essere costretta a bloccare gli ordini ai fornitori: lo sostiene DigiTimes.

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Apple potrebbe aver sovrastimato gli ordini di Mac ai partner produttivi, tanto da ritrovarsi nella condizione di bloccarne momentaneamente l’approvvigionamento. Un fatto insolito, soprattutto perché il gruppo di Cupertino raramente sbaglia le previsioni di vendita dei suoi prodotti. A darne notizia è DigiTimes, testata da prendere però con le pinze perché non sempre ha dato prova di affidabilità.

A quanto pare, la Mela avrebbe predetto l’esaurimento degli stock di Mac – non viene specificato se si tratti di laptop, desktop o entrambi – entro la fine di aprile. Sembra però che i fornitori siano ora in una fase di stallo, con la produzione praticamente bloccata, perché Apple avrebbe più scorte di computer di quante effettivamente sia riuscita a piazzarne sul mercato.

«Dato che Apple raramente sbaglia le sue previsioni di consegna, l’ingente calo degli ordini può implicare che l’azienda abbia sottovalutato l’attuale debolezza dell’industria dei PC e che il suo iPad stia affliggendo questa industria più di quando ipotizzato.»

Sempre dalle fonti anonime di DigiTimes, si apprende come Apple sia solita fornire le previsioni d’ordine ai fornitori con almeno un quarto fiscale d’anticipo rispetto alle proprie necessità, ma avrebbe saltato l’appuntamento con il secondo quarto del 2013, lasciando quindi i partner abbastanza confusi. Questa indiscrezione getterebbe anche delle ombre sul possibile rilascio di nuovi modelli, sempre che i rumor siano veritieri: il silenzio in cui versano i produttori, infatti, lascerebbe intendere l’assenza di una fabbricazione in corso per laptop e desktop non ancora presentati al pubblico. Eppure nemmeno poche settimane fa si è molto chiacchierato sul possibile lancio di un nuovo Mac Pro, anche per recuperare quel mercato europeo rimasto da marzo orfano per l’entrata in vigore di una stringente normativa energetica.

Chissà che lo scenario tratteggiato non contribuisca ulteriormente a indebolire Cupertino sulla borsa di Wall Street. E chissà che non spinga al gruppo all’azione, dopo più di sei mesi di immobilità assoluta sia sul versante dei computer che di quello dei device iOS: come agirà la Mela? Ci si devono attendere novità anche per i MacBook e gli iMac a giugno, oltre che l’ormai ampiamente anticipata presentazione del nuovo iPhone 5S?

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