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World Wide Web: avere vent’anni

Il 30 aprile del 1993 il CERN pubblicava il dominio della tripla W, aprendo l'era del Web accessibile. Per l'occasione è stato restaurato il primo sito.

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Quattro anni dopo la famosa presentazione del fisico Tim Berners-Lee ai colleghi del CERN di Ginevra su un possibile sistema di distribuzione condiviso dei documenti di lavoro tramite Internet, che si prese l’altrettanto famoso commento di «vago, ma eccitante» da parte del suo supervisore Mike Sendall, il WWW divenne una tecnologia roialty-free, aprendo l’era dell’accesso così come la conosciamo. Era il 30 aprile di venti anni fa.

Quel progetto, originariamente concepito per superare i problemi di lettura – all’epoca davvero faticosi – dei diversi formati di conservazione dati che fisici e ingegneri erano continuamente costretti a convertire perché usavano computer diversi, ha fatto molta strada. Per celebrare questi venti anni straordinari sono state messe in campo diverse iniziative, la prima delle quali è l’idea di restaurare il primo sito web della storia.


TheFirtwebsite
è l’account che pubblicizza l’idea di ridare vita a info.cern.ch, raccogliendo anche tante testimonianze su questo anniversario determinante per la storia della Rete.

Ripristinare il primo sito del mondo – ospitato sul computer di Berners-Lee – permette di rivedere come all’epoca erano descritte le caratteristiche di base del web, le istruzioni su come si accedeva ai documenti e su come impostare il proprio server. Nonostante il server originale è ancora al CERN, purtroppo il primo sito web al mondo non è più in linea al suo indirizzo del 1993. Ma è stato riportato qui.

Rolf Heuer, direttore generale del CERN, spiega le ragioni di questa particolare attenzione:

Non c’è settore della società che non sia stato trasformato dalla invenzione, in un laboratorio di fisica, del web. Dalla ricerca al business, all’educazione, il web ha ridisegnando il modo di comunicare, lavorare, innovare e vivere. Il web è un potente esempio dei benefici della ricerca di base per il genere umano.

Sulla pagina speciale del CERN è già possibile trovare documenti da museo di Internet, come la dichiarazione del pubblico dominio del World Wide Web, immagini dei computer sui quali girò il protocollo nelle diverse fasi sperimentali, i grafici originali disegnati da Berners-Lee per spiegare ai colleghi la sua idea. Persino una pubblicità a stampa (PDF) che invitava ad usare il WWW. Poi sappiamo com’è andata.

Vint Cerf, uno dei padri di Internet, ha scritto sul blog del CERN un omaggio al ventesimo compleanno della tripla W:

C’è ancora molto lavoro tecnico e politico da fare per proteggere gli utenti, la rete e i fornitori di servizi dalle cattive intenzioni. Alcune delle soluzioni servono a un cambiamento del comportamenti degli utenti, alcune ai cambiamenti nella tecnologia, alcune ai cambiamenti nella pratica commerciale e l’applicazione della legge internazionale. Le aziende devono rivedere, aggiornare e reinventare le proprie pratiche di sicurezza per tenere il passo con la continua crescita ed evoluzione del WWW e di Internet. (…) Rimane insomma una grande quantità di lavoro da fare per continuare a promuovere e coltivare una cultura della creatività online su scala globale. Gli internauti saranno lì, aiutandosi l’un l’altro, inventando e condividendo, con Internet che coi suoi dispositivi e le applicazioni continua ad evolvere verso un futuro che oggi possiamo solo immaginare.

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