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Nuovi LED per i Google Glass del futuro

Una piccola azienda di Brooklyn ha realizzato un pannello LCD composto da LED utilizzati sia come retroilluminazione che come componente dell'immagine.

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Un piccolo dispositivo HMD (Head-Mounted Display), come i Google Glass, è utile solo se l’utente sarà in grado di leggere e vedere le informazioni visualizzate sul display in qualsiasi condizione di luce. Ciò non è sempre possibile, quando la luce solare è molto intensa, sopratutto se l’obiettivo è ridurre il consumo della batteria. La soluzione potrebbe essere realizzare i pannelli LCD con la tecnologia sviluppata da Lumiode, una piccola startup di Brooklyn, che permette di ottenere display ad elevata luminosità.

I cristalli liquidi non emettono luce, per cui nei moderni display di monitor, TV e smartphone, è necessario utilizzare una retroilluminazione a LED e filtri per comporre l’immagine a colori sullo schermo. Proprio la presenza di questi filtri riduce la luminosità complessiva e, quando i LED sono attivi, si ottiene un inutile spreco di energia. La tecnologia sviluppata da Lumiode, invece, usa gli stessi LED come pixel. Aggiungendo un layer di silicio su ogni LED (in pratica un transistor) si riesce a controllare la quantità di luce emessa. In questo caso, il LED funge sia da sorgente di luce sia da componente dell’immagine.

L’azienda sostiene che il processo di fabbricazione non è costoso, in quanto vengono impiegate tecniche tradizionali e componenti standard. Il risultato finale è molto promettente. Un eventuale Google Glass del futuro potrebbe integrare display fino a 30 volte più luminosi e fino a 10 volte più efficienti in termini di consumo. La tecnologia è ancora nelle fasi iniziali (Lumiode è attiva da settembre 2012) e attualmente è disponibile solo un prototipo di circa un millimetro quadrato che contiene 2500 LED, ovvero con risoluzione di 50×50 pixel monocromatici. Entro fine anno è prevista la realizzazione di un pannello composto da 320×240 pixel. Utilizzando LED infrarossi o ultravioletti si potrebbero migliorare le tecniche di stampa e scansione 3D, mentre aggiungendo i colori appropriati, la tecnologia potrebbe trovare posto nei sistemi che proiettano le informazioni sul parabrezza di un auto.