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Google I/O 2013: le novità per gli sviluppatori

Al via il Google I/O 2013: sul palco Vic Gundotra, Sundar Pichai e Hugo Barra per annunciare le prime novità rivolte soprattutto agli sviluppatori.

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Il Google I/O 2013 si apre con Vic Gundotra sul palco, che dà il benvenuto a chi è intervenuto al Moscone Center di San Francisco e ai milioni di utenti che seguono l’evento in diretta streaming su YouTube. Dopo i ringraziamenti di rito per gli sviluppatori si entra nel vivo della conferenza, con l’ingresso di Sundar Pichai.

Il nuovo numero uno di Android (e di Chrome) parla di come è cambiato l’ambito del computing negli ultimi anni, con l’avvento di smartphone, tablet e tutte le tecnologie legate al settore mobile. È qui che arriva il primo riferimento a Google Glass, uno dei dispositivi più attesi dell’anno.

Google I/O 2013
Tutte le novità annunciate

Pichai parla di Android e Chrome, focalizzando l’attenzione su come il sistema operativo sia oggi il più utilizzato dagli utenti di tutto il mondo (900 milioni di attivazioni nel 2013, contro i 400 milioni del 2012) e sul successo del browser. È poi il momento di Hugo Barra, che snocciola alcuni numeri piuttosto interessanti:  tra questi i 48 miliardi di applicazioni scaricate e installate e dà il via al carosello degli annunci.

Google Play Services: gli sviluppatori potranno sfruttare le API fornite da bigG, con il colosso di Mountain View che si occuperà in prima persona del loro aggiornamento. Sono tre le nuove API svelate: Fused Location Provider (per la geolocalizzaizone consumando meno energia), Geofencing (rileva quando gli utenti entrano o escono da un’area specifica), Activity Recognition (sfruttando l’accelerometro si riconosce quando l’utente si sposta a piedi, in auto oppure in bicicletta).

Novità anche per il Google+ Sign-In lanciato di recente, con la possibilità di estendere la funzionalità a tutti i propri dispositivi, in modalità cross-platform. La prima vera miglioria per gli utenti riguarda la sincronizzazione delle notifiche su dispositivi diversi. La dimostrazione mette in evidenza un grandissimo potenziale per questo tipo di tecnologia, poiché l’identificazione è automatica su una molteplicità di device rendendo più trasparente, rapido, comodo e sicuro il processo di login multi-device.

Le novità annunciate

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