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Lo stato dell’eGovernment in Europa

La Commissione europea ha pubblicato il 10° report sull'eGovernment. I cittadini utlizzano la rete, ma chiedono di più.

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Quasi metà dei cittadini europei utilizza la Rete per la dichiarazione dei redditi, cercare un lavoro, prendere a prestito un libro dalla biblioteca, scaricare e compilare dei documenti pubblici. Lo stato dell’eGovernment in Europa è al centro del Rapporto sulla misurazione dei servizi europei. Un benchmarking di livello continentale ricco di dati e prospettive. Una più evidente delle altre: i servizi privati fanno meglio di quelli pubblici.

Il primo commento a proposito di questo rapporto (PDF) è infatti quello di Neelie Kroes, che pur dicendosi soddisfatta delle statistiche complessive, nota acutamente che del 46% di cittadini europei fruitori di questi servizi, la metà rischia di rinunciarvi dopo un’esperienza personale negativa. Inoltre, i servizi di eGovernment più diffusi includono dichiarazione dei redditi, cambio di residenza, iscrizione universitaria, mentre quando si va su procedure più complesse i dati scendono:

Il fatto che gli utenti siano più soddisfatti dei servizi bancari online che dei servizi pubblici online dimostra che le pubbliche amministrazioni devono progredire nella progettazione di servizi di eGovernment commisurati ai bisogni dei cittadini. Inoltre dobbiamo fare di più per fare funzionare l’eGovernment anche al di là delle frontiere.

Uno degli estensori dello studio (28.000 cittadini europei interrogati), Capgemini, ha preparato una sintesi interessante del rapporto, dove si specificano gli insight più importanti:

  • Il 29% di chi utilizza servizi di eGov rischia di rinunciarvi dopo un’esperienza personale negativa.
  • I non credenti (ossia coloro che usano i canali tradizionali per tutti i servizi pubblici) rappresentano il 38% dei cittadini intervistati.
  • Il 54% delle persone pienamente capaci di utilizzare internet non si sentono a proprio agio con gli attuali servizi pubblici online.
  • La dichiarazione dei redditi è il servizio di eGovernment maggiormente utilizzato.
  • I maggiori ostacoli all’adozione dei servizi di eGovernment sono la difficoltà di utilizzo, la mancanza di conoscenza del servizio online o la mancanza di fiducia.
Nel grafico ..

Nel grafico si distinguono i tipi di utenti: i believer (33%), i delusi (13%), i potenziali (16%) e coloro che non hanno mai utilizzato i servizi online (38%). Tra i paesi che più utilizzano l’eGovernment non c’è l’Italia.

In questi giorni a Helsinki si sta discutendo dei dati coi 27 paesi membri, per imporre all’agenda i traguardi da raggiungere, a partire da un utilizzo più massiccio dei nuovi strumenti sociali e gli open data per fornire mezzi di controllo e trasparenza ai cittadini. Un altro problema molto sentito è quello dell’abbattimento delle barriere burocratiche.

Fonte: Commissione Europea • Via: Capgemini • Immagine: Agenda digitale Europea • Notizie su: