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Google spiega la chiusura di Reader

Richard Gingras, senior director della divisione News & Social Products di bigG, spiega su Wired perché Google ha scelto di chiudere il servizio Reader.

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Mancano poco più di tre settimane alla chiusura di Google Reader. A partire da lunedì 1 luglio, il servizio di bigG per la gestione dei feed RSS non sarà più accessibile, dopo quasi otto anni di onorata attività. Quando il gruppo di Mountain View ne ha annunciato il pensionamento, nel mese di marzo, la community online è insorta chiedendo al motore di ricerca di tornare sui propri passi, lanciando anche una petizione ma senza ottenere l’effetto sperato. Oggi l’azienda interviene sulle pagine di Wired per spiegare la decisione.

A farlo è Richard Gingras, senior director della divisione News & Social Products, che sottolinea come il rapporto tra gli utenti e le modalità di consultazione delle notizie sia cambiato nel corso degli ultimi anni, soprattutto a causa della sempre più capillare distribuzione di dispositivi come smartphone e tablet. Ecco la sua dichiarazione.

Culturalmente siamo passati ad una fase in cui la consultazione delle notizie è diventata un processo quasi costante. Gli utenti con smartphone e tablet controllano le notizie, o talvolta solo brevi estratti di esse, durante tutto l’arco della giornata, lasciandosi così alle spalle vecchi comportamenti come la lettura dopo colazione o quella più piacevole e rilassante della sera.

Il riferimento a social network e sistemi come Google Now è chiaro: in altre parole, gli utenti sono passati da una modalità di accesso alle notizie di tipo attivo (“connessione a Internet, apertura dei siti, consultazione dei feed”) a una di tipo passivo (“accesso a internet, le applicazioni visualizzano contenuti su misura in base agli interessi e alle esigenze”). Questo non significa però che strumenti come Google Reader abbiano del tutto perso la loro utilità, soprattutto in alcuni ambiti ben precisi.

Chi ha bisogno di tenere sott’occhio un elenco di fonti, ad esempio per aggiornare un blog o sito Web, può ancora beneficiare di strumenti simili. A loro è rivolto un articolo pubblicato su queste pagine a marzo, in cui vengono segnalate alcune valide alternative a Reader, da utilizzare sia all’interno del browser che come app mobile.

Fonte: Wired • Notizie su: