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Xbox One, Microsoft si difende su online e usato

Microsoft interviene per difendersi sulle politiche anti-usato e online su Xbox One, specificando che non cambierà idea: "il cliente capirà".

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Microsoft sta subendo forti critiche in questi giorni a causa delle proprie politiche sull’online, sulla concessione delle licenze e sui limiti anti-usato che imporrà con la Xbox One. Per tale motivo l’azienda ha deciso di intervenire per difendere la propria posizione, per voce di Yusuf Mehdi, l’uomo a capo del settore marketing di Xbox.

Mehdi spiega che Microsoft si aspettava già che la reazione dell’utenza fosse proprio questa all’apprendere degli aspetti online e anti-usato riguardanti l’Xbox One, ma crede che nel lungo periodo i giocatori vedranno dei chiari benefici da tali politiche, soprattutto quando il mercato del gaming si sposterà definitivamente al digitale, invece che sui dischi fisici. Microsoft «sta cercando di fare qualcosa di importante in termini di spostamento dell’industria del gaming su console al mondo digitale«, spiega Mehdi, aggiungendo che «crediamo che il digitale sia la migliore possibilità». Insomma, seppur al momento tale passaggio possa esser visto dagli utenti come «un grande cambiamento», Microsoft non tornerà indietro su online e usato ma «farà in modo che la gente capisca».

Scendendo nello specifico sulla politica adottata per limitare il mercato dei giochi di seconda mano, Microsoft sta cercando di trovare un equilibrio tra le esigenze dei consumatori e i publisher: «vogliamo supportare tutti, a partire dal consumatore. Ma vogliamo che i publisher vengano pagati per le grosse IP sulle quali lavorano. Vogliamo che i rivenditori siano in grado di spingere e vendere i nostri prodotti e realizzare un profitto. Quindi stiamo cercando di bilanciare tutti questi fattori».

Si ricorda che l’Xbox One obbligherà il cliente a installare il gioco sull’hard disk integrato (non sostituibile, peraltro) e di associarlo al proprio account Xbox LIVE; in seguito sarà possibile prestare o dare quel titolo a una sola persona, a patto che sia presente nella lista contatti da almeno 30 giorni. Successivamente non è ancora chiaro cosa accadrà: è probabile che si debba pagare una tassa – che potrebbe anche avere lo stesso costo del gioco originale in negozio, se si tratta di un titolo nuovo – ma non è ancora chiaro a quanto ammonterà. Ulteriori dettagli verranno condivisi in seguito, ma ciò che è ormai chiaro è che Microsoft non ha alcuna intenzione di cambiare le proprie politiche, anche se la reazione dell’utenza non è stata di certo tra le migliori, anzi.

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