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Skype e WhatsApp bloccati in Arabia Saudita?

Il 9 luglio prossimo, Skype e WhatsApp potrebbero essere bloccati se non permetteranno al governo locale di monitore le conversazioni e i messaggi.

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A fine marzo, la Communications and Information Technology Commission (CITC) dell’Arabia Saudita, l’equivalente della nostra Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), aveva annunciato il blocco di tutti i servizi di comunicazione su Internet che non rispettavano le normative locali. Dall’inizio del mese, Viber non è più attivo e lo stesso trattamento verrà riservato a Skype e WhatsApp nelle prossime settimane. Le autorità del paese asiatico, dove vige la monarchia assoluta dei sultani, vogliono monitorare ed eventualmente censurare le comunicazioni.

Come in tutti i paesi in cui viene limitata la libertà di comunicazione tra i cittadini, anche in Arabia Saudita il governo vuole controllare lo scambio di informazioni che viaggiano in forma criptata attraverso i servizi VoIP. A marzo, una protesta politica era stata organizzata tramite WhatsApp. La CITC ha spiegato che lo scopo è individuare in anticipo possibili minacce per la sicurezza nazionale. Per questo motivo, circa tre mesi fa, aveva chiesto a Skype, WhatsApp e Viber di collaborare per evitare il blocco. In sostanza, il paese arabo vuole che i fornitori dei servizi statunitensi utilizzino server locali che permettano di controllare le attività degli utenti.

Abbiamo avviato un dialogo con WhatsApp e altre piattaforme di comunicazione simili per convincerli a cooperare e a rispettare le normative per i fornitori di telecomunicazioni saudite, tuttavia non abbiamo ricevuto ancora nessuna comunicazione.

Il direttore della CITC ha dichiarato che Viber è stato già bloccato. Skype e WhatsApp sono i prossimi della lista. Ciò avverrà con ogni probabilità entro il 9 luglio prossimo, quando inizierà il mese sacro del Ramadan. Se Skype e WhatsApp non accetteranno la censura dell’Arabia Saudita, diventeranno inaccessibili. I tre principali operatori telefonici, Saudi Telecom, Etihad Etisalat e Zain Saudi, avranno così la possibilità di incrementare i profitti derivanti dalle chiamate internazionali, effettuate sopratutto con i servizi VoIP, in quanto offrono tariffe più economiche.