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Volvo testa la “strada elettrica”

Due linee integrate direttamente nella carreggiata per ricaricare i veicoli in movimento: è l'idea di Volvo per le auto e i mezzi elettrici del futuro.

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Chi ha seguito le evoluzioni degli ultimi anni relative all’ambito automobilistico sa bene come l’impiego di motori elettrici sulle vetture sia in rapida diffusione, nonostante un prezzo di vendita dei modelli già in commercio non certo alla portata di tutte le tasche. Il problema più grande che ancora rimane da affrontare riguarda come ricaricare i veicoli e stoccare l’energia all’interno delle batterie. A questo proposito risulta particolarmente interessante la ricerca condotta da Volvo.

Il gruppo svedese ha iniziato ha avviato una fase di test per quella che viene soprannominata “electric road”, tradotto letteralmente “strada elettrica”. Si tratta in sintesi di due linee integrate direttamente nella carreggiata, un polo positivo e uno negativo, in grado di alimentare i mezzi al loro passaggio. Questi sono dotati di una sorta di connettore che può essere posizionato al di sotto della scocca (come visibile nell’immagine allegata di seguito) in grado di trasferire 750 V a una componente interna alla carrozzeria, equipaggiata con un apposito sistema di raffreddamento. Per il momento i test sono stati condotti su un tratto lungo 400 metri con la motrice di un camion FH12 diesel per verificare la fattibilità del progetto, ma in futuro si prevede di fare altrettanto con tutti mezzi elettrici.

Il camion Volvo FH12 utilizzato per testare le "electric road"

Il camion Volvo FH12 utilizzato per testare le “electric road”

Per garantire la sicurezza di conducente e passeggeri Volvo ha previsto l’entrata in funzione del sistema solo a velocità superiori ai 60 Km/h e la possibilità di sfruttare questa particolare tecnologia per la ricarica anche se le linee di alimentazione non si trovano esattamente al centro del veicolo. Un’idea originale e che offre certamente alcuni vantaggi rispetto ad altre di cui si è già discusso (Siemens vorrebbe realizzare una rete “aerea” simile a quella dei tram), ma che necessita certamente di ulteriori studi e perfezionamenti.

Va infatti sviluppata un’infrastruttura dedicata all’addebitamento dei costi per chi guida, così come la manutenzione potrebbe rappresentare un problema a causa dell’usura. Una cosa però è certa: il futuro della mobilità non passa solo dalla messa a punto di motori più efficienti o batterie più capienti, ma anche le strade faranno la loro parte. Lo dimostrano progetti come quello portato avanti da Volvo, oppure le Smart Highway olandesi.