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Dietrofront su Xbox One, merito di Sony?

Xbox One: secondo Cliff Bleszinski, sarebbe stata Sony a forzare la decisione di Microsoft su usato e online, non la reazione dell'utenza sul Web.

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I cambiamenti alle politiche DRM appena annunciati da Microsoft su Xbox One stanno facendo discutere in Rete, non solo tra l’utenza ma anche tra alcuni developer di grande spessore, come Cliff Bleszinski. L’ex capo di Epic Games e creatore della popolare serie Gears of War è convinto che sia stata Sony a far cambiare idea a Microsoft su usato e online, e non la reazione negativa dell’utenza sul Web.

Microsoft non imporrà più alcuna restrizione sui giochi usati sviluppati per Xbox One, che si potranno rivendere, prestare, scambiare o regalare a proprio piacimento, così come avvenuto con la Xbox 360. Inoltre addio al check-in online almeno una volta ogni 24 ore e alle restrizioni sull’utilizzo sotto sola connessione Internet dei giochi scaricati. Secondo Bleszinski, sarebbe dunque stata Sony a spingere Microsoft a optare per un cambio di rotta, e «non il piagnucolare di Internet».

L’azienda di Redmond ha infatti specificato che i cambiamenti alle politiche DRM sono arrivati «come risultato di un feedback da parte della comunità Xbox», che aveva reagito negativamente ai piani originali sulla nuova console, ma secondo Bleszinski non è propriamente così. Sony ha offerto infatti una PS4 senza alcuna restrizione sin da subito, un’alternativa alla Xbox One senza la quale Microsoft non avrebbe cambiato direzione sul fronte usato e online. A detta di Bleszinski, a causa della scelta dei due costruttori sulla libertà con i giochi di seconda mano, si vedranno nascere nei giochi futuri sempre più DLC, microtransazioni e feature multiplayer, tutti a pagamento.

Qualche giorno fa Cliff Bleszinski aveva dichiarato che il mercato dell’usato e i titoli tripla A non vanno d’accordo poiché non permettono agli sviluppatori di rientrare nei costi, almeno non con vendite non elevate. Dato che con PS4 e Xbox One non cambierà nulla rispetto a quanto visto nell’attuale generazione di console, l’ex di Epic Games spiega che «andrete a vedere versioni digitali dei vostri giochi preferiti con “feature” aggiunte e contenuti studiati per indurre l’utente a preferire il digitale al supporto su disco. “Fare tutto il necessario per far mantenere quel disco in quel vassoio” sarà il mantra degli sviluppatori in un ecosistema basato su disco».

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