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Garante privacy, nuova istruttoria su Google (up.)

Il Garante della privacy italiano chiede a Google nuove informazioni in merito alle modalità di trattamento dei dati personali: non si escludono sanzioni.

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Si registra un nuovo capitolo nella vicenda che vede i Garanti della privacy europei indagare il comportamento di Google, alla ricerca di eventuali violazioni delle normative nazionali vigenti in materia di tutela dei dati personali. Con un comunicato diffuso questa mattina l’autorità italiana rende noto di aver chiesto al gruppo di Mountain View “maggiori e più puntuali dettagli” riguardanti specifici aspetti delle modalità di trattamento delle informazioni sensibili.

Sotto osservazione, in particolare, l’informativa e le modalità di consenso all’uso dei dati forniti dagli utenti, la loro conservazione e il possibile incrocio tra quelli relativi a prodotti e servizi diversi. I nuovi elementi che il motore di ricerca fornirà al Garante italiano saranno analizzati con attenzione, al fine di valutare l’eventuale adozione dei necessari provvedimenti, incluse sanzioni o azioni prescrittive qualora dovessero ricorrerne i presupposti.

La decisione arriva a poco più di due mesi di distanza dalla costituzione della task force che vede il nostro paese al fianco di Francia, Germania, Olanda, Spagna e Regno Unito, con l’obiettivo di approfondire il lavoro compiuto in precedenza a livello europeo dai rappresentanti dei 27 stati UE. Non è dunque da escludere l’applicazione di ammende nei confronti dell’azienda californiana, un’ipotesi già al vaglio di altre autorità del vecchio continente. Quella francese ha confermato la violazione delle disposizioni in materia di protezione dei dati, fornendo a Google indicazioni sui principi da rispettare e sulle misure da adottare per rendere i trattamenti conformi alla normativa nazionale, mentre quella olandese, quella tedesca, quella spagnola e quella britannica sono ancora impegnate nella fase di istruttoria necessaria al fine di stabilire con certezza la presenza o meno di violazioni.

Una mossa, quella del Garante per la protezione dei dati personali, che arriva pochi giorni dopo la lettera inviata a Larry Page, contenente l’invito ad avviare subito un confronto sul già tanto chiacchierato tema “Google Glass e privacy”, per stabilire se gli occhiali per la realtà aumentata progettati nei laboratori di Mountain View possano rappresentare un rischio concreto per la privacy dei cittadini. Alle due vicende va aggiunta poi l’indagine dell’organismo antitrust europeo ormai in corso da quasi tre anni, che a fine maggio ha visto Joaquin Almunia definire sempre più lontana la possibilità di un accordo tra bigG e la Commissione Europea.

Update
Immediata la reazione di Google, che prende posizione con uno statement ufficiale tramite un proprio portavoce:

La nostra normativa sulla privacy rispetta la legge europea e ci permette di creare servizi più semplici e più efficaci. Siamo stati costantemente in contatto con le diverse autorità coinvolte nel corso di questa vicenda e continueremo a esserlo in futuro