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Il futuro del gaming passa dalla neuroscienza

Videogiocare con il pensiero: è una delle prossime frontiere del gaming, che potranno essere raggiunte grazie a ricerche come quella di David Schwarz.

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Sono molte le innovazioni introdotte nel corso degli ultimi anni in ambito videoludico, per rendere i giochi sempre più coinvolgenti, originali e avvincenti. I produttori di hardware hanno progettato processori e architetture potenti, controller capaci di interpretare i comandi vocali o riconoscere i movimenti dell’utente e dispositivi dedicati alla realtà aumentata per farlo sentire al centro dell’azione, mentre gli sviluppatori hanno dato libero sfogo alla propria fantasia per dar vita a personaggi, trame e situazioni di ogni sorta.

Una futura rivoluzione per il gaming potrebbe arrivare da ricerche come quella portata avanti da David Schwarz della Duke University, che ha dato vista a una particolare versione di Pong da giocare con il cervello, semplicemente pensando all’azione da compiere anziché eseguirla fisicamente su un joypad o joystick. Il progetto è stato presentato in occasione dell’evento Summer Science Sleuths, con l’obiettivo di mostrare agli studenti le applicazioni più divertenti della neuroscienza.

Per il funzionamento è richiesto l’utilizzo di un apparecchio del tutto simile a quelli impiegati per un elettroencefalografia, equipaggiato con degli elettrodi imbevuti di soluzione salina posti a contatto con il cuoio capelluto. I partecipanti che si sono prestati al test hanno avuto bisogno solamente di pensare se spostare il proprio cursore verso l’alto o verso il basso, oppure immaginare di effettuare in prima persona il movimento. I sensori misurano così la differenza di potenziale elettrico in alcune particolari zone della testa, interpretando il comando e traducendolo in tempo reale sullo schermo.

Non si tratta del primo progetto di questo tipo applicato all’ambito videoludico. La software house StillAlive Studios, responsabile del titolo Son of Nor, ha annunciato l’intenzione di garantire il supporto a dispositivi come Emotiv EPOC da indossare sul capo, composto da 14 sensori che leggono gli impulsi elettrici prodotti dal cervello per identificare pensieri, emozioni ed espressioni dell’utente in tempo reale. Il risultato è quello visibile nel filmato in streaming di seguito.