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BitTorrent Sync, beta per desktop e app Android

Disponibile la versione beta di BitTorrent Sync per Windows, Mac e Linux, oltre alla nuova app per Android. In tre mesi sono stati sincronizzati oltre 6 PB di dati.

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L’azienda nota sopratutto per il suo client P2P ha annunciato la disponibilità della versione beta di BitTorrent Sync per desktop (Windows, Mac e Linux) e dell’app per Android (la versione per iOS arriverà in seguito). La principale novità è rappresentata dalla funzionalità che permette di recuperare le precedenti versioni dei file sincronizzati tra i dispositivi. Dato che l’app sfrutta il protocollo BitTorrent, lo scambio dei dati non avviene tramite server. L’azienda garantisce quindi massima sicurezza e riservatezza.

La beta di BitTorrent Sync integra la nuova feature denominata SyncArchive. Il tool offre all’utente ha la possibilità di cercare e vedere le versioni precedenti dei file all’interno di una cartella specifica. Rispetto alla release alpha di fine aprile, è stata aggiunta la sincronizzazione one-way che permette ad una sola persona di aggiungere o rimuovere file da una cartella, utilizzando una password read-only. In alternativa è possibile creare una password one-time che può essere usata solo una volta entro 24 ore.

La nuova versione dell’app include uno specifico pannello per la configurazione avanzata e l’opzione per escludere determinate cartelle o file. Inoltre, è stato aggiunto il supporto per un numero maggiore di NAS. Sync infatti può essere installato su questi dispositivi per lo storage di rete. Infine, è stata aggiornata la WebUI per Linux. L’applicazione per Android consente la sincronizzazione di file, immagini e video tra due smartphone o tra smartphone e computer.

L’app dell’azienda californiana ha riscontrato un grande successo da fine aprile ad oggi. In circa tre mesi sono stati sincronizzati oltre 8 Petabyte di dati. Tutto il traffico tra i dispositivi avviene in forma criptata mediante l’algoritmo AES a 256 bit. La chiave crittografica viene creata sulla base della password generata in modo univoco per ogni cartella. Gli utenti hanno quindi un nuovo strumento per eludere eventuali tentativi di intercettazione.

Fonte: The Next Web • Notizie su: