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Nasce Internet.org, per dare Rete a tutti

Mark Zuckerberg annuncia la formazione di un gruppo di partner per la diffusione di Internet in tutto il mondo. La connettività è un diritto umano?

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Ad oggi solo 2,7 miliardi di persone – poco più di un terzo della popolazione mondiale – hanno accesso a internet. Parte da questo dato la sfida di Internet.org, un gruppo formato da alcuni colossi tecnologici che si pone l’obiettivo di far coincidere l’intero pianeta con la Rete. A darne l’annuncio il creatore della parte di rete più abitata, Mark Zuckerberg, che con Facebook ha superato da tempo il traguardo del miliardo di utenti.

Nel comunicato stampa (PDF) che annuncia l’iniziativa, Zuck spiega che l’obiettivo di Internet.org è quello di rendere Internet accessibile anche agli altri due terzi della popolazione. Per ottenere questo scopo, l’ex studente di Harvard ha riunito alcuni colossi della telefonia, tra i quali Samsung, Nokia, Qualcomm ed Ericsson. I compagni di strada non sono casuali: secondo questo progetto, l’unico modo concreto per diffondere la Rete nel resto del mondo è tagliare drasticamente il costo della fornitura di servizi di base di Internet sui telefoni cellulari, in particolare nei paesi in via di sviluppo, fino al 99% nei prossimi dieci anni.

Ogni anno la connessione alla Rete aumenta del 9%, un progresso relativamente lento se si considera che siamo ancora nelle fasi iniziali dello sviluppo di Internet. Nonostante le stime indichino che la maggior parte delle persone avranno uno smartphone entro la fine del prossimo decennio, questo non significa che saranno in grado di trasferire i dati, dal momento che il costo del trasferimento dei dati sarà ancora troppo alto rispetto al prezzo di uno smartphone.

Obiettivi e tecnologie

La diffusione di Internet nelle zone meno ricche o più difficili da raggiungere sta diventando molto importante per le aziende della silicon valley. I mercati tradizionali sono saturi, inoltre queste società sentono la responsabilità di posizionarsi come leader in queste aree portando la loro tecnologia ma soprattutto il loro nome. Basti pensare al progetto dei palloni aerostatici di Google, oppure agli stessi sforzi di Qualcomm – uno dei partner della coalizione – per ridurre al massimo il consumo energetico delle connessioni senza fili. Tutte le aziende coinvolte hanno nei loro cassetti progetti che metteranno in campo per questo scopo, che viene riassunto così:

  • Accesso a prezzi bassi. I partner collaboreranno per sviluppare e adottare tecnologie che rendano più conveniente la connettività mobile e riducendo il costo della fornitura di dati alle persone in tutto il mondo. Gli operatori mobili avranno un ruolo centrale, sia nello sviluppare sistemi operativi per smartphone più efficienti, sia nel sostenere progetti di sviluppo delle reti.
  • Utilizzo dati più efficiente. Un altro pallino di Zuckerberg: la gestione dei dati deve essere ridotta, le applicazioni devono consumare meno dati. Facebook ad esempio sta lavorando per ridurre la quantità media di dati utilizzati per la sua applicazione mobile Android dagli attuali 12 megabyte al giorno ad un solo megabyte, senza che gli utenti se ne accorgano.
  • Sostegno ai nuovi modelli di business. La coalizione sperimenterà nuovi modelli in grado di allineare gli incentivi per gli operatori mobili, produttori di dispositivi, sviluppatori e altre aziende per fornire un accesso più conveniente rispetto al passato. Altri sforzi si concentreranno sui servizi di localizzazione.

Il famoso incontro di Mark Zuckerberg con il presidente Barak Obama nel febbraio 2011.

Zuckerberg nuovo leader dopo Steve Jobs

La sensazione di molti osservatori è che dopo la scomparsa del fondatore di Apple Mark Zuckerberg abbia deciso di rafforzare molto il suo ruolo di leader “politico” della Rete. Ha parlato con più forza di altri dirigenti del tema dell’immigrazione (lanciando Forward), che l’industria tech americana considera fondamentale per l’assunzione dei migliori cervelli del mondo. Con Internet.org è salito di un altro gradino, mettendosi in prima fila con un progetto che fonde l’obiettivo umanitario con quello del profitto e azzarda porsi la domanda «La connettività è un diritto umano?». E a chi, come Bill Gates – che da tempo ha scelto, con la sua fondazione, di occuparsi solo del primo aspetto – lo critica affermando che «quando in Africa un bambino ha la dissenteria avere Internet o meno non cambia granché», Zuckerberg risponde senza tentennamenti:

Una ingiusta realtà economica è quella per cui coloro che già usano Facebook hanno molto più denaro rispetto a tutti gli altri esclusi messi assieme, quindi potrebbe non essere effettivamente vantaggioso per noi servire gli altri miliardi di persone, e questo per lungo tempo. Tuttavia crediamo che tutti abbiano il diritto di essere collegati a Internet, perché crediamo sia importante per il mondo, dato che anche secondo l’ONU contribuisce al progresso complessivo dell’umanità.

Fonte: Facebook Newsroom • Notizie su:
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