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Ossia Cota, ricarica wireless fino a 9 metri

Il sistema di ricarica senza fili invia il segnale ai dispositivi, sfruttando lo stesso spettro radio del WiFi e del Bluetooth.

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Durante la conferenza TechCruch Disrupt è stato mostrato il funzionamento di un dispositivo che potrebbe rivoluzionare il mercato dei dispositivi mobili. In attesa di batterie con autonomia “settimanale”, entro due anni si potrebbe almeno evitare di collegare il proprio smartphone alla presa di corrente. Hatem Zeine, fondatore di Ossia, ha presentato Cota, un sistema che permette una ricarica in modalità wireless fino ad una distanza di circa 9 metri.

Cota ha richiesto sei anni di sviluppo e sarà in vendita a partire dal 2015. Il sistema è costituito da due componenti: un caricatore e un ricevitore. Il prototipo di caricatore, contenente 200 trasmettitori, ha un’altezza di quasi 2 metri, ma la versione finale avrà una dimensione simile al case di un PC. Il ricevitore, invece, è un piccolo parallelepipedo che viene collegato al dispositivo mobile tramite il cavo usato per la ricarica. La versione commerciale potrà essere collegata alla porta USB oppure integrata direttamente nella batteria.

La tecnologia sviluppata da Ossia consente la ricarica senza fili di più dispositivi, utilizzando lo stesso spettro radio del WiFi o del Bluetooth, fino ad una distanza di 9 metri. Cota potrebbe quindi ricaricare tutti gli smartphone e tutti i tablet presenti in casa. Come per il WiFi, il segnale attraversa i muri, per cui non è necessario che caricatore e device siano visibili tra loro. La potenza del segnale che arriva a destinazione è pari a 1 Watt. L’azienda ha già registrato quattro brevetti negli Stati Uniti e nei prossimi mesi otterrà anche l’autorizzazione dalla FCC. La tecnologia verrà concessa in licenza ai produttori, mentre il prezzo per i consumatori dovrebbe aggirarsi intorno ai 100 dollari.

Attualmente sono in commercio diversi sistemi di ricarica che sfruttano la risonanza magnetica. Lo standard più noto è Qi del Wireless Power Consortium. In questo caso però è necessario appoggiare fisicamente il dispositivo sul caricatore, in quanto la distanza non può superare 1,5 centimetri.

Fonte: TechCrunch • Notizie su: ,