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Stop ai costi di roaming dal primo luglio 2014

Presentato ufficialmente il regolamento per il Mercato unico delle Tlc. Tra i punti cardine l'abolizione dei costi di roaming dal primo luglio 2014

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La Commissione Europea, come anticipato, ha ufficializzato il regolamento per il Mercato unico delle Tlc. Un passo davvero molto importante per l’unificazione del mercato digitale del Vecchio Continente. Il nuovo pacchetto di regole, una volta adottato, dichiara José Manuel Barroso, Presidente della Commissione,

ridurrà le tariffe imposte ai consumatori, semplificherà gli oneri burocratici a carico delle imprese e garantirà un ventaglio di nuovi diritti sia agli utenti che ai fornitori di servizi, in modo che l’Europa sia di nuovo uno dei leader mondiali nel settore del digitale

Tra gli aspetti più interessanti del nuovo regolamento, l’annuncio che dal primo luglio 2014 verranno eliminate le tariffe per il roaming sulle chiamate entranti all’interno dell’area UE. Da quella data, gli operatori di telefonia potranno o offrire ai clienti piani tariffari validi in tutta Europa, i cui prezzi saranno determinati dalla concorrenza sul mercato interno, o permettere ai clienti di scegliere l’operatore estero che offre i piani tariffari migliori e senza dover cambiare SIM. La totale abolizione dei costi di roaming, dunque anche per le chiamate in uscita, è prevista invece per il 2016. Per le chiamate intraunionali da rete mobile la tariffa non potrà superare i 19 centesimi di euro, IVA esclusa.

Confermati anche gli altri punti cardine del regolamento per il Mercato unico delle Tlc. Gli operatori di telefonia riceveranno un sorta di passaporto europeo per poter operatore in tutti i 28 Stati membri senza dover così richiedere 28 concessioni differenti. Contestualmente, la Commissione avrà anche il potere di armonizzare le regole di settore a livello Europeo, riducendo le eventuali divergenze tra i vari Paesi. Prevista anche una maggiore armonizzazione delle modalità con cui gli operatori potranno affittare gli accessi alle reti di proprietà di altre società per offrire un servizio concorrenziale.

Parola d’ordine “neutralità della rete“. Gli operatori non potranno più bloccare preventivamente i contenuti internet indipendentemente dal costo e dal servizio offerto. Si pensi per esempio al blocco del VoIP sulle reti mobili. Le Telco potranno comunque offrire servizi dedicati speciali a qualità garantita, ma questo solo se non influenzerà la qualità dei servizi forniti agli altri utenti.

In arrivo anche nuove tutele per il consumatore. I contratti dovranno essere più chiari e della durata non superiore ai 12 mesi se il cliente lo desidererà. Inoltre, il cliente dovrà poter recedere se le prestazioni della linea non corrisponderanno a quanto promesso. Infine, in caso di cambio di abbonamento il cliente dovrà poter vedere garantito l’inoltro dei messaggi dal vecchio indirizzo email a quello nuovo.

Il regolamento prevede ancora la creazione di un coordinamento che permetterà di avere maggior accesso alla rete mobile 4G e al Wi-Fi. Gli operatori mobili saranno in grado di sviluppare piani d’investimento transfrontalieri più efficaci, grazie a un maggior coordinamento delle tempistiche, della durata e delle altre condizioni di assegnazione delle radiofrequenze.

Infine, più certezze per gli investitori. La raccomandazione sulle metodologie di determinazione dei costi e sugli obblighi di non discriminazione è il secondo elemento di questo pacchetto che integra la proposta di regolamento cui è strettamente legata. Essa mira ad aumentare le certezze per gli investitori, intensificando il livello degli investimenti e riducendo le divergenze tra i regolatori. Dunque un’ulteriore armonizzazione e maggiore stabilità dei costi che gli operatori storici possono addebitare per garantire ad altri l’accesso alle reti in rame esistenti e garantire che i soggetti che richiedono l’accesso possano accedere in modo realmente equivalente alle reti. Assicurando questa pressione concorrenziale e l’assenza di discriminazione, i prezzi dell’accesso all’ingrosso alla banda larga “di nuova generazione” saranno determinati dal mercato e non dai regolatori, con minori oneri burocratici per gli operatori.