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Diffusione fibra ottica, Italia all’ultimo posto

Solo il 14% della popolazione italiana è raggiunta da una rete a banda ultra larga. Senza investimenti, l'obiettivo dell'Agenda Digitale non verrà raggiunto.

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Questa mattina a Roma si è svolto il secondo Italian Digital Agenda Forum, organizzato da Confindustria, al quale hanno partecipato diversi esponenti politici oltre ai rappresentanti delle imprese che forniscono servizi di telecomunicazione e tecnologie per la realizzazione delle infrastrutture di rete. Nel corso delle discussioni è emersa una situazione piuttosto negativa per il nostro paese. L’Italia è ultima in Europa in termini di diffusione della fibra ottica e ciò pone seri dubbi sul raggiungimento degli obiettivi previsti dall’Agenda Digitale.

Il Decreto del Fare, pubblicato ad agosto in Gazzetta Ufficiale, prevedeva un taglio di 20 milioni di euro al fondo necessario per il completamento del Piano nazionale banda larga. Questa somma sembra sia tornata con la Legge di stabilità (aspettiamo il completamento dell’iter parlamentare prima di cantare vittoria), ma è evidente che il Governo non ha ancora compreso l’importanza di questo investimento. Neelie Kroes, intervenuta al forum in qualità di vicepresidente della Commissione europea e commissario per l’Agenda digitale, ha voluto ricordare ai presenti che l’Italia è il fanalino di coda in Europa:

L’Italia ha bisogno di cominciare a prendere Internet sul serio. Internet crea cinque posti di lavoro ogni due persi. Dieci punti percentuali in più di banda larga aumentano la crescita dell’1-1,5%. E presto il 90% dei posti di lavoro richiederà competenze digitali.

L’Agenda Digitale Europea impone al nostro paese di raggiungere una copertura a banda larga (almeno 2 Mbps) del 100% della popolazione entro il 2013 e di portare una connessione a banda ultra larga a 30 e 100 Mbps, rispettivamente, al 100% e al 50% della popolazione entro il 2020. Ma qual’è la situazione attuale? Il 96% della popolazione è coperta da una rete di almeno 2 Mbps con la tecnologia fissa e mobile, ma solo il 14% della popolazione è raggiunta da una banda ultra larga fissa, contro una media europea del 54%. L’Italia si posiziona quindi all’ultimo posto in Europa per quanto riguarda la disponibilità di reti di nuova generazione.

Il 77% degli italiani che accedono ad Internet usano lo smartphone (in linea con la media europea dei primi 5 paesi), mentre solo il 55% delle famiglie e il 53% della popolazione usa la banda larga fissa rispetto ad una media europea del 73%. Il 37% degli italiani non ha mai usato Internet.

Gli operatori telefonici hanno previsto investimenti per 15 miliardi di euro nei prossimi anni, ma lamentano una diminuzione dei ricavi e ostacoli dovuti alle normative vigenti. Anche la spinta europea verso un mercato unico digitale non viene vista di buon occhio. Tutti questi fattori, oltre alla lentezza della politica, potrebbero causare un danno irreparabile per l’economia italiana.

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