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Una petizione per Android 4.4 KK su Galaxy Nexus

Galaxy Nexus non riceverà un aggiornamento ufficiale ad Android 4.4 KitKat: in migliaia hanno già firmato una petizione per convincere Google a ripensarci.

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La scorsa settimana Google ha lanciato lo smartphone Nexus 5 e, con il dispositivo, anche il nuovo sistema operativo Android 4.4 KitKat. Nei comunicati diffusi in Rete si parla di un rilascio a breve dell’update previsto per Nexus 4, Nexus 7 e Nexus 10, oltre che per le versioni Google Edition di Samsung Galaxy S4 e HTC One. Nessuna traccia del Galaxy Nexus, device realizzato da bigG in collaborazione con Samsung a fine 2011.

La motivazione ufficiale che ha spinto il gruppo californiano ad escludere il telefono da quelli che riceveranno l’aggiornamento è semplice: sono scaduti i 18 mesi durante i quali l’azienda garantisce il pieno supporto e il passaggio alle nuove versioni della piattaforma. Una scelta che ha mandato su tutte le furie i tanti possessori del dispositivo che, scheda tecnica alla mano, sembra avere tutte le carte in regola per gestire Android 4.4 KitKat, almeno dal punto di vista hardware. Chi desidera unirsi al coro di protesta lo può fare sulle pagine del sito Change.org, che ospita una petizione chiedendo al motore di ricerca di rivedere la propria decisione.

Oggi Google ha rilasciato il nuovo Android 4.4 KitKat. Considerando che i telefoni consumeranno ancora meno RAM rispetto alle versioni precedenti, ci si aspetta un rilascio per il “vecchio” Galaxy Nexus che ha 1 GB di RAM, il doppio di quanto richiesto per l’esecuzione dell’ultima versione del sistema operativo.

Nel momento in cui viene scritto questo articolo le firme raccolte sono già oltre 17.500 e l’obiettivo fissato dal promotore della petizione è raggiungere quota 25.000. Allora la questione potrebbe arrivare sulla scrivania di Sundar Pichai, spingendolo almeno a fornire chiarimenti sul perché non rilasciare l’aggiornamento per uno smartphone come il Galaxy Nexus. Negli ultimi giorni si è detto che la reale causa potrebbe essere rappresentata dal chipset di Texas Instruments equipaggiato, non più supportato dall’azienda. Si tratta comunque di voci non confermate.