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Ecco cosa sono le chiatte galleggianti di Google

Google fa chiarezza sulle strutture galleggianti avvistate il mese scorso: saranno spazi dove chiunque potrà entrare in contatto con le nuove tecnologie.

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A fine ottobre si è parlato di un progetto piuttosto particolare messo in campo da Google: allestire alcune chiatte galleggianti al largo di Portland, Maine e San Francisco. Le prime ipotesi circa le finalità del progetto hanno ipotizzato la costruzione di nuovi data center capaci di beneficiare dell’acqua sottostante per il sistema di raffreddamento. Si è poi pensato a store per la vendita di dispositivi come Google Glass, ma anche in questo caso nulla di confermato.

L’azienda ha scelto di svelare il mistero oggi, almeno parzialmente, intervenendo tramite un portavoce sulle pagine di TechCruch. Certamente non si tratterà di costruzioni destinate ad accogliere server e nemmeno negozi. L’intenzione del motore di ricerca sembra essere quella di allestire degli spazi dove chiunque possa entrare in contatto con le nuove tecnologie sviluppate.

Le chiatte di Google… Un data center galleggiante? Una nave per party sfrenati? Un container per l’ultimo dinosauro vivente? Sfortunatamente, nulla di tutto questo. Anche se è ancora presto per parlarne in modo ben definito e le cose potrebbero cambiare, stiamo valutando l’idea di utilizzare le chiatte come uno spazio interattivo dove le persone possono conoscere le nuove tecnologie.

La fase di progettazione ha preso il via già nel corso del 2012 e i lavori sembrano essere a buon punto, ma non tanto da poter capire quando il tutto entrerà in funzione. È invece dato a sapere che il personale al lavoro sta facendo di tutto  per favorire la mobilità dei “barge” (“chiatte” in inglese), così da poterli spostare all’occorrenza sull’acqua o ancorarli a riva muovendosi di città in città. Niente Google Store galleggianti dunque, almeno per il momento, anche se la dichiarazione del portavoce non esclude la possibilità di vedere queste particolari strutture impiegate con una finalità diversa.

Fonte: TechCrunch • Immagine: Portland Press Herald • Notizie su: