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Kindle Paperwhite a confronto

Abbiamo messo a confronto due generazioni di Amazon Kindle Paperwhite: la nuova edizione apporta grossi passi avanti in performance e leggibilità.

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Grazie alla collaborazione di Amazon, abbiamo avuto la possibilità di mettere a confronto le due successive generazioni di Kindle Paperwhite. Da alcune settimane ormai, infatti, il gruppo di Jeff Bezos ha sostituito la precedente generazione del proprio lettore per ebook, portando sul mercato una nuova generazione che promette «nuovo schermo Paperwhite, alta risoluzione, alto contrasto, luce integrata di nuova generazione».

Trattasi di caratteristiche che, fin dalla presentazione, non sembrano apparentemente determinare alcuna rivoluzione, attestando il tutto come una semplice evoluzione del modello. Le prove sul campo, tuttavia, raccontano qualcosa di più profondo: le piccole migliorie apportate in vari aspetti del dispositivo, infatti, rendono l’esperienza di lettura ancor più coinvolgente, eliminando ulteriore attrito per chi, abituato alla carta, cerca in Kindle la strada maestra verso il digitale. Stessa scocca, ma motore diverso. E ne esce un Kindle Paperwhite con una marcia in più.

Kindle Paperwhite a confronto

L’evoluzione sopraggiunta è in gran parte a livello visivo: a fronte di un form factor confermato in ogni dettaglio (l’unica cosa a cambiare è il marchio impresso sul retro: da “Kindle” si passa ad “Amazon”), viene introdotto una nuova tecnologia che rende il Kindle Paperwhite ancor più “paperwhite”. La sensazione della lettura su carta è infatti ancor più evidente, migliorando il contrasto, la definizione e la tonalità del bianco dello sfondo. Il raffronto, disponibile nella gallery fotografica pubblicata, si fa ancor più evidente nel semplice estratto a seguire. Nell’immagine sono infatti ritratti due spazi bianchi catturati sulla prima e sulla seconda edizione di Kindle Paperwhite, a parità di luminosità ambientale ed a parità di regolazione luminosa sul dispositivo:

Confronto tra Kindle Paperwhite

Nel primo riquadro è possibile vedere un estratto dalla prima generazione di Kindle Paperwhite. Nel secondo riquadro è evidente invece un colore estremamente più chiaro, frutto della nuova tipologia di retroilluminazione del pannello utilizzata sul nuovo Paperwhite. La conseguenza è evidente sotto molti punti di vista: miglior leggibilità sotto la luce solare, minor affaticamento della vista, maggior coinvolgimento nella lettura grazie alle minori difficoltà oggettive incontrate.

Ma c’è un aspetto ulteriore a premiare la nuova generazione del reader: «Il processore del nuovo Kindle Paperwhite è più veloce del 25%. I libri si aprono e le pagine si voltano più velocemente, per una lettura più fluida». Il miglioramento è avvertibile dopo pochi “tap” sul display. Il lettore tradizionale è abituato ai tempi del cartaceo, ove si sfogliano le pagine e si sottolinea con tempi propri di questo tipo di pratiche e noti a tutti; il lettore della “generazione Y” è abituato al touch su smartphone ed alla lettura a schermo, con l’istantaneità propria dei moderni strumenti digitali. Un e-reader che sa migliorare le proprie performance, facendo poco alla volta scomparire lo strumento per offrire un contatto più diretto con il contenuto, è un e-reader che ha compiuto passi fondamentali in avanti verso una forma sempre più solida e valida di lettura su e-ink. Evidenziare, annotare e condividere diventano così azioni più semplici e rapide, rendendo più fluida l’esperienza e rilassante la lettura.

Kindle Paperwhite, più di un passo avanti

Il nuovo Kindle Paperwhite, evoluzione della generazione precedente, presenta dunque un balzo in avanti che vale molto più dei soli 10 euro di differenza oggi esistenti tra l’una e l’altra versione. Il consiglio per chiunque approcci l’acquisto è dunque quello di evitare un risparmio tanto esiguo a fronte di una qualità dell’esperienza d’uso notevolmente migliorata. Aspetto, quest’ultimo, tutt’altro che secondario: l’esperienza di lettura, che per sua natura può assorbire ore e ore di tempo, necessita di una comodità e di una fluidità massimali.

Il rapporto tra contenuto e lettore deve essere quanto più diretto possibile: se lo strumento scompare, l’esperienza ha raggiunto la sua perfezione. Il limite precedente era quello della carta, superato sotto molti punti di vista (maneggevolezza, archivio cloud, prezzi dei contenuti, eccetera); il balzo in avanti in performance e qualità visiva è un colpo ulteriore che Amazon mette a segno in questo processo evolutivo che, con il senno del poi, sarà probabilmente il racconto di una rivoluzione. L’odore della carta lascerà a quel punto lo spazio al profumo dei bit, ma ciò avverrà solo e soltanto quando i bit avranno meritato appieno la loro priorità sotto ogni punto di vista.