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AgCom: nuovo consigliere e spinta al governo

Eletto il nuovo consigliere, Antonio Nicita, l'AgCom va spedita verso il nuovo regolamento. E l'AIE si congratula col governo e invita ad andare avanti.

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In poche ore la questione AgCom ha subito strattoni nelle due direzioni opposte, verso l’approvazione e verso la prudenza nei confronti del nuovo regolamento. Mentre la presidente Laura Boldrini esprimeva qualche perplessità e si augurava un iter parlamentare, la Camera eleggeva il nuovo consigliere dell’autorithy completando il board. Oggi, la risposta all’interpellanza di SEL ha dato la stura all’AIE, che ha applaudito il governo e interpretato come un ok al regolamento. Insomma, molta confusione sotto il cielo della politica.

Più ci si avvicina all’approvazione del regolamento AgCom più sembra impossibile capire come andrà a finire. Al convegno sulla Libertà di informazione (pdf) al quale hanno partecipato entrambi i presidenti delle camere e molti esponenti di rilievo (compreso Frank La Rue a cui sono state lasciate le conclusioni) ha destato un certo scalpore la presa di posizione della Boldrini, alla quale evidentemente ha fatto breccia l’appello di qualche settimana fa e ha confermato l’interesse per le proposte di legge in Parlamento. Interesse confermato anche con un tweet inequivocabile:

La proposta di legge depositata in Senato da Felice Casson, emersa la scorsa settimana mentre convulsamente uscivano indiscrezioni (poi smentite) su un emendamento AgCom nella legge di Stabilità, diventa quindi potenzialmente protagonista di un possibile stop al testo, messo su un piano inclinato da altre pressioni affinché venga approvato al più presto. La questione è ormai dirimente: un disegno di legge oppure la via della delibera autonoma?

L’elezione di Nicita

Intanto, ieri la Camera ha eletto a scrutinio segreto il sostituto del dimissionario Maurizio Decina. Il nome scelto dalla maggioranza è quello di Antonio Nicita. Già collaboratore di Paolo Gentiloni, curriculum interessante, docente di politiche microeconomiche e regolamentazione dei mercati alla Sapienza, preparato soprattutto sui temi dell’antitrust, Nicita ha per ora un atteggiamento molto prudente, al momento si è soltanto difeso (e molto bene) dalle prevedibili accuse mosse dal M5S con un post sulla sua pagina Facebook dove ricorda che la sua lontana parentela con Stefania Prestigiacomo non è un grande argomento politico (visto e considerato che le sue simpatie politiche, come accade in tutte le famiglie, sono di altro tenore). Ma bisognerà lasciarlo lavorare.

L’interpellanza

Intanto oggi SEL ha presentato la sua interrogazione sui poteri dell’autorità delle comunicazioni, rivolta ai ministeri dello Sviluppo economico e dei beni culturali (scelta discutibile), alla quale il sottosegretario Simonetta Giordani – che non ha competenze specifiche sul tema, occupandosi più che altro di editoria – ha risposto (video) difendendo la posizione del governo, evidenziando il carattere «assolutamente prioritario alla lotta contro la pirateria massiva che esclude dal proprio perimetro d’azione gli utenti finali, i downloaders, operando un giusto bilanciamento», ma anche sottolineando come nulla impedisca un provvedimento parlamentare ad hoc. Argomento centrale, com’è noto, del movimento di opinione che contesta il regolamento. A partire dall’avvocato Fulvio Sarzana, che però ha contestato l’indirizzo dell’interrogazione e l’utilità della risposta del sottosegretario: sarebbe stato meglio, allora, Giovanni Legnini.

L’invito di Marco Polillo e degli editori italiani

Naturalmente l’interpretazione dell’AIE è differente. Oggi un comunicato a firma Marco Polillo (Confindustria Cultura Italia) invita governo e AgCom ad andare avanti:

Il Governo ha messo la parola fine a questo dibattito farsesco: il sottosegretario Giordani, rispondendo ad una interpellanza in materia, ha ribadito il sostegno all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per approvare il più rapidamente possibile le misure volte al contrasto della pirateria massiva sul web. Le proposte di legge in materia di cui tanto si parla, peraltro non ancora ufficialmente pubblicate, non sono altro che uno strumentale tentativo per scippare all’Agcom una competenza acclarata, senza nessuna velleità riformatrice ma mosse solo dall’avversione per la tutela della proprietà su internet.

Fonte: Webnews • Notizie su: ,