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Intervista a Mark Moons, direttore esecutivo HTC

Mark Moons, direttore esecutivo Mediterraneo e Benelux di HTC ci parla di One, degli smartphone e phablet premium e della strategia HTC nel mondo mobile.

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Può spiegare ai lettori di Webnews qual è la strategia HTC in Europa?

Finalmente abbiamo completato la famiglia One, con il lancio dell’ultimo phablet HTC One Max. Abbiamo iniziato con il nostro smartphone top di gamma, One, prima dell’estate, poi abbiamo proseguito con la versione più maneggevole, One Mini, a inizio autunno. Così, nel segmento high-end della telefonia mobile, la scelta è ampia e strutturata, per ogni esigenza.

L’obiettivo della famiglia One è di regalare un’esperienza di altissimo livello ai nostri utenti. Sappiamo che il mercato degli smartphone ora è veramente affollato, con sinergie tra brand differenti e importanti acquisizioni avvenute negli ultimi tempi (l’acquisizione di Motorola da parte di Google, ndr), e con new entry sia in mercati locali come l’estremo oriente sia a livello globale.

In un mercato così competitivo il nostro obiettivo è di conquistare una posizione rilevante, basandoci sui nostri cavalli di battaglia: siamo specialisti della telefonia mobile, entrando subito nel mondo Android e realizzando tra l’altro uno dei primissimi Windows Phone.

Qual è la vostra visione del mondo smartphone?

HTC One rispecchia in toto la nostra visione, perché dona all’utente un’esperienza veramente speciale, appoggiandosi su quattro pilastri portanti: design d’alto livello per un feeling unico grazie a materiali esclusivi come il corpo unibody in alluminio (gli altri sono per lo più in plastica); un’interfaccia utente proprietaria con ampie possibilità di personalizzazione; speaker stereo frontali, amplificati per un suono potente e pieno; fotocamera posteriore eccellente negli scatti a bassa luminosità.

Siamo focalizzati sul regalare la migliore user experience in ogni ambito possibile, rendendo la famiglia One indiscutibilmente unica e riconoscibilissima sul mercato. Introducendo i dispositivi One Mini e One Max l’abbiamo ampliata per raggiungere una fetta più ampia, il che si traduce in più persone. Si posizionano tutti nella fascia alta, con prezzi all’altezza e rispondendo perfettamente alla nostra strategia. Non vogliamo sparare a casaccio sperando di colpire il bersaglio, bensì andare sul sicuro essendo consci di ciò che vogliamo. E sappiamo che non è un compito facile…

Come si posiziona HTC negli altri segmenti del mercato mobile?

Non puntiamo solo al segmento high end, infatti, abbiamo anche la gamma Desire, che replica in toto la qualità HTC. È una famiglia collocata nel segmento intermedio del mercato, dove è importantissimo il rapporto qualità/prezzo. In sostanza, cerchiamo di offrire la user experience unica dei dispositivi HTC One a un prezzo più accessibile, limitando al minimo essenziale i compromessi su performance e autonomia. Non abbiamo intenzione di produrre dispositivi entry-level.

Quali sono le previsioni di vendita per i nuovi device One Mini e One Max?

Già HTC One dà il meglio in molti ambiti, come scattare foto, guardare video Full HD e giocare, ma uno schermo prossimo ai 5” (4,7”, ndr), con relative dimensioni dello smartphone, non va bene per tutti. Così nasce HTC One Mini, più maneggevole e facile da usare con una mano sola. Passando sul versante opposto, One Max è un prodotto altamente specializzato che avrà successo in mercati locali, al contrario di One Mini, un vero e proprio smartphone globale.

Infatti, l’Europa meridionale, Italia compresa, e l’estremo oriente si stanno dimostrando particolarmente ricettive nei confronti dei cosiddetti phablet. C’è anche un aspetto curioso riguardo la dimensione dello schermo: in Europa, è l’utenza maschile a chiedere schermi grandi, circa l’80% del totale, mentre in Asia la situazione è quasi perfettamente speculare, con circa il 70% di preferenza femminile.

Dove sta andando il mondo degli smartphone?

I prossimi due anni saranno molto importanti. Molti brand si stanno accorgendo di quanto è rilevante la soglia di ingresso nel mondo degli smartphone, sarà una vera sfida per tutti riuscire a generare profitti. Per noi gli anni passati non sono stati semplici, abbiamo avuto risultati notevoli, ma anche perdite nel terzo trimestre 2013, che pensiamo di bilanciare nell’ultimo trimestre dell’anno corrente.

Se paragoniamo il mercato dei dispositivi mobile ad altri dell’elettronica di consumo, come TV e console per il gaming, abbiamo valori assimilabili, ma notiamo come il numero dei rispettivi player sia notevolmente inferiore. Da questo punto di vista, accadrà sicuramente qualcosa di importante nel mondo smartphone nei prossimi due anni. Noi puntiamo a consolidare la nostra posizione nel segmento “premium” e a espanderci in quello intermedio.

HTC continua a credere in Windows Phone?

Noi crediamo in Windows Phone, siamo stati tra i primi vendor a produrre un’unità basata sul sistema operativo Microsoft, contribuendo anche ai suoi successivi sviluppi, sino alla versione attuale. La nostra offerta attuale si basa su due pilastri, Android e Windows Phone, così da offrire una grande libertà di scelta ai nostri clienti. Ovviamente, qualcosa è cambiato negli ultimi anni, da quando Microsoft ha acquisito Nokia. Rimaniamo in ogni caso un partner di Microsoft e continuiamo a realizzare Windows Phone con la stessa passione originaria.

Quanto è importante il ruolo del marketing nel mercato attuale?

Come già detto, noi abbiamo una strategia precisa nel mondo smartphone e non intendiamo invadere il mercato con tanti dispositivi sperando di fare colpo con uno o alcuni di essi. Spesso, come dimostra una recente ricerca di mercato realizzata in USA, le persone comprano un tablet perché costa poco e non tanto per il brand e le caratteristiche uniche che porta con sé. Agire in questo modo, è veramente dispendioso oltre a essere una strategia praticabile solo nel breve termine. Il marketing è importante così come l’immagine del brand, noi pensiamo che conti soprattutto quest’ultima come valore da spendere. Così abbiamo deciso di sponsorizzare l’UEFA Champions League ed Europa League 2014, un mezzo per comunicare la nostra immagine e far crescere ulteriormente la nostra reputazione nel miglior modo possibile.

I risultati finanziari dell’ultimo periodo possono limitare la crescita di HTC?

Molti brand hanno riportato perdite nel mercato mobile, ma il fatto che qualcosa sia andato male non diventa automaticamente un limite insormontabile per il futuro. È il caso di Nokia, che dopo due anni di limbo sta ritornando a riconquistare il ruolo che le compete nel mondo dei dispositivi mobile. Il terzo trimestre 2013, come anticipato, non è andato bene per noi, ma le prospettive sono buone. Potevamo fare meglio, il ritardo nel lancio di HTC One ha avuto un ruolo decisivo, ora stiamo recuperando e il completamento della famiglia One ci dà ulteriore energia. In ogni caso le perdite sono ridotte, e le ampie disponibilità finanziarie ci permettono di continuare a investire come e più di prima in ricerca e sviluppo, per offrire agli utenti dispositivi innovativi sotto ogni punto di vista: materiali, feeling, esperienza utente, feature esclusive.

Continuiamo a operare nei segmenti premium e mid-price del mercato, rispettivamente con le famiglie One e Desire, con quest’ultima che ha la maggiori possibilità di crescita in Italia. Sapendo di non poter essere super aggressivi con il prezzo e al tempo stesso offrire qualcosa di unico agli utenti, non entriamo nel mondo entry-level. Riassumendo, HTC vuole essere riconosciuta come un brand di valore che regala qualcosa di esclusivo e speciale.

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