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Nissan Leaf, il valore del silenzio

70 decibel: il rumore di una automobile tradizionale; 60 decibel: il rumore di una conversazione; 30 decibel: un bisbiglio; 21 decibel: una Nissan Leaf.

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Quando si prova per la prima volta un’auto elettrica, un elemento si fa notare sopra ogni altro (spesso non senza sorpresa): il silenzio. Nell’azionare l’auto con il pulsante di accensione, psicologicamente si è pronti ad accettare le vibrazioni ed il rumore tradizionali del mondo automotive, quelli stratificati nella memoria dell’uomo dopo decenni di benzina, marmitta e motori rombanti. Al click, invece, nulla: silenzio.

Se il silenzio non si può misurare, si può misurare invece il rumore. Si misura in decibel, ma non sempre è chiaro il concetto utilizzato per questo tipo di misurazione. In qualità di scala logaritmica, infatti, l’aumento di un solo decibel significa un aumento elevato in termini percentuali: occorre dunque immaginare una linea curva che partendo da 0 (il rumore minimo percepibile dall’orecchio umano) può arrivare a 180 (livello non più tollerabile dall’orecchio umano). Su questa scala occorre fissare un punto fondamentale a quota 40 decibel: il livello del benessere. Al di sotto di tale soglia, infatti, v’è gran parte dei suoni della natura; al di sopra di tale soglia è soprattutto l’opera dell’uomo ad agire.

Capire quanto “silenzio” sia in grado di generare un’auto elettrica quale la Nissan Leaf, dunque, non è possibile se non agendo per confronti: tale è infatti il metodo più chiaro alla mente per capire entità che non si è avvezzi misurare. Si parta dunque dai 40 decibel, la soglia tipica del benessere. 40 decibel è anche il rumore medio che si può ascoltare in una biblioteca. 50 decibel sono prodotti da una strada a bassa percorrenza o in una casa, mentre 60 decibel sono il rumore di una conversazione. Un piccolo ufficio o una autostrada possono arrivare a 70 decibel, un asciugacapelli a 80. Al di sotto della soglia del benessere vi sono rumori quali quelli di un dialogo sottovoce, pari a 30 decibel, di un ventilatore da 25 decibel o un fruscio di foglie da 20 decibel.

Una volta chiaro il quadro della situazione, è possibile misurare il silenzio: il silenzio di un’auto elettrica quale la Nissan Leaf è pari a 21 decibel.

Un’auto tradizionale viaggia attorno ai 40-70 decibel di emissione, con progetti di legge in atto finalizzati a ridurre in parte tale soglia così da abbassare in modo importante l’inquinamento acustico derivante dal traffico. Un intervento a monte potrebbe però tagliare in modo ancor più radicale l’emissione rumorosa: l’adozione dell’elettrico su larga scala. Oggi del resto le condizioni sono tutte verificate: l’efficienza è aumentata, l’autonomia è tale da consentire percorrenze comuni all’80% dei viaggiatori, l’emissione di CO2 è azzerata.

Nissan, nel progettare la propria nuova Leaf, è voluta partire da un assunto: il silenzio prodotto dalle auto elettriche merita accorgimenti di salvaguardia ad hoc, così che tale vantaggio possa concretizzarsi in una miglior esperienza di guida. Per questo motivo i motorini dei tergicristalli sono stati riprogettati per essere insonorizzati (così da non compromettere la silenziosità complessiva dell’abitacolo), mentre l’impianto audio è stato affidato alla Bose per fare del silenzio complessivo la base di partenza di una qualità audio di alto livello.

Speciale: Nissan Leaf

La rumorosità tipica di un’auto è prodotta da una serie stratificata di fonti rumorose: dal carburatore ai pistoni del motore, passando per la marmitta e altre componenti in movimento o vibrazione. L’auto elettrica elimina gran parte di tali strumenti poiché alimentata con batterie, non necessitante di alcuna combustione e priva di gas di scarico (e, dunque, di marmitta). La differente filosofia è la causa prima del silenzio, dunque: un modo nuovo di intendere l’auto, nel quale benessere e tranquillità fanno il paio con una maggior responsabilità ecologica. Il tutto, va ricordato, senza compromessi in termini prestazionali: l’ultima avanguardia dell’elettrico, la Nissan Leaf, è in grado di sprigionare grande accelerazione e una normale velocità da autostrada, garantendo dunque una guida di livello, ma sottovoce. L’acceleratore non ha bisogno di alcun rombo per esaltare le proprie virtù: il rumore di un ventilatore o il fruscio delle foglie è più che sufficiente.

C’è chi lo chiama BIL: Benessere Interno Lordo. Ne parlava già Robert Kennedy nel 1968: se il PIL misura la ricchezza, il BIL misura tutto quel che è invece realmente in grado di costruire la felicità momento per momento.

Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette […] Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. […] Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.

La scelta dell’auto che si utilizza ogni giorno è parte integrante di un parametro di questo tipo: è salute, è conoscenza, è silenzio.

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