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Il servizio musicale di YouTube nel Q1 2014?

Il debutto della piattaforma musicale a pagamento integrato in YouTube potrebbe essere slittato, dalla fine dell'anno in corso al primo trimestre 2014.

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Negli ultimi mesi si è parlato più volte di un servizio dedicato allo streaming dei brani musicali in arrivo su YouTube, con tutta probabilità chiamato Music Pass. Una sorta di “concorrente interno” per Google Play Music, gestito però dal motore di ricerca direttamente nel portale di video sharing. Oggi si torna a parlare del progetto, grazie all’indiscrezione comparsa sulle pagine di AllThingsD, relativa alle presunte tempistiche previste per il lancio.

Una fonte ritenuta attendibile ma rimasta anonima ha riferito alla redazione che la piattaforma debutterà nel primo trimestre 2014, dunque non entro la fine dell’anno in corso come ipotizzato in precedenza. Il ritardo potrebbe essere dovuto alla necessità di trovare un modo efficace per la gestione dei filmati generati dall’utenza e contenenti estratti di canzoni protette da copyright, ad esempio remix amatoriali, mash-up ecc. Il resto sembra essere invece tutto pronto, compreso l’ottenimento delle licenze necessarie da parte di major discografiche ed etichette indipendenti. I vertici della piattaforma continuano a non commentare i rumor: ecco la più recente dichiarazione in merito rilasciata da un responsabile.

Siamo sempre alla ricerca di metodi nuovi e migliori per consentire alle persone di accedere ai contenuti YouTube da qualsiasi dispositivo, fornendo ai partner più opportunità per raggiungere i loro fan. Detto questo, al momento non abbiamo annunci da fare.

Con tutta probabilità YouTube Music (o qualunque sia il nome definitivo) andrà a configurarsi come un servizio a pagamento, in modo del tutto simile a quanto oggi accade con l’abbonamento Unlimited del già citato Google Play Music. Non è da escludere nemmeno la possibilità di un accesso gratuito in qualche modo limitato, oppure finanziato dalle inserzioni pubblicitarie. Alla luce di quanto riportato oggi, non resta dunque che attendere l’inizio del prossimo anno per saperne di più.