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Consultazione europea sul copyright

Bruxelles apre una consultazione fino a febbraio sul copyright. Anche in Italia si discute, ma le nostre Authority non sembrano all'altezza.

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La Commissione Europea ha lanciato una consultazione pubblica sul copyright. Consumatori, editori, produttori, distributori, tutte le parti interessate sono invitate a prendere parte a questa chiamata contribuendo con un proprio documento. Obiettivo, raccogliere input sulla revisione della normativa sul diritto d’autore UE. Mentre in Italia l’AgCom procede di suo.

In molti hanno pensato a questa consultazione (chiusura il 5 febbraio 2014) – che segue di poche settimane quella altrettanto interessante sul crowdfunding – come a una risposta implicita da fornire al Garante delle comunicazioni, intenzionato, sembra, a deliberare al più presto il nuovo e controverso regolamento. In effetti Neelie Kroes e la Commissione stanno lavorando con più calma, da circa un anno, al mercato unico digitale, vale a dire all’armonizzazione (nient’affatto semplice) delle norme nazionali in merito alla limitazione, lo sfruttamento e la protezione del diritto d’autore.

Copyright, privacy: Bruxelles non è Roma

Sul mercato interno dei contenuti online e sulla protezione dati, Bruxelles da qualche tempo sta dando prova di un atteggiamento più chiaro rispetto al passato. Certo, si nota lo stile un po’ burocratico della commissione europea, visto che il documento Word o Pdf da scaricare prima di rispedirlo è solo in inglese, francese o tedesco e consta di 36 pagine. Sempre meglio dell’Italia, in ogni caso, dove il dibattito attorno a questi temi continua a girare a vuoto, politicamente parlando, nonostante l’impegno di molte personalità che in qualche modo si scambiano opinioni, alimentano dibattito quasi regolarmente.
Ad esempio, oggi alla Sala Colonne di Montecitorio SEL ha organizzato una tavola rotonda sulla privacy, con la partecipazione del Garante Antonello Soro, e si è parlato anche del Datagate. Convegno che ha visto impegnate le stesse persone che si occupano spesso anche della questione AgCom, come Francesco Pizzetti, Stefano Quintarelli, Arturo di Corinto, Carlo Blengino.


La giornalista dell’Espresso, Stefania Maurizi, peraltro, proprio ieri ha pubblicato uno scoop frutto del lavoro con Paul Greenwald sullo spionaggio in Italia dell’ambasciata americana. Che, per quanto argomento molto diverso dalla questione della privacy dei cittadini, si basa in realtà sulle medesime tecnologie, anche se non sempre da parte delle medesime agenzie. Insomma, un altro tassello di un puzzle che smonta, tra le tante cose, anche le parole un po’ troppo tranquillizzanti del presidente Enrico Letta in Parlamento.

Fonte: Commissione Europea • Notizie su: ,