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Le strutture galleggianti di Google in standby

Il progetto di Google per la costruzione di strutture galleggianti si ferma, almeno per il momento: i lavori non saranno completati prima della primavera.

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All’inizio del mese scorso si è parlato di un progetto piuttosto particolare messo in cantiere da Google: la costruzione di alcune strutture appoggiate su chiatte galleggianti, ormeggiate nelle acque della baia di San Francisco. Stando a quanto riportato oggi dalla redazione di CNET, i lavori sono stati momentaneamente interrotti, a causa di accertamenti richiesti da parte della guardia costiera e della BCDC (Bay Conservation and Development Commission).

Alcuni rappresentanti di BCDC hanno incontrato i vertici di Google per saperne di più. Sappiamo che le strutture sono ancora in preparazione, anche se al momento i lavori sono stati sospesi e, con tutta probabilità, non verranno completati fino alla tarda primavera 2014. Inoltre, Google sta ancora valutando come utilizzare le chiatte galleggianti una volta pronte.

Non è infatti ancora ben chiaro quale sarà la finalità del progetto. Inizialmente si è parlato di nuovi data center in grado di sfruttare l’acqua marina per il sistema di raffreddamento, poi si è ipotizzata la creazione di store dove esporre dispositivi come gli occhiali per la realtà aumentata Google Glass e, infine, ha preso corpo la possibilità di allestire spazi formativi in cui confrontarsi con sviluppatori e utenti sulle innovazioni future.

La struttura galleggiante progettata da Google in un brevetto del 2009

La struttura galleggiante progettata da Google in un brevetto del 2009 (immagine: CNET).

Allo stato attuale, dunque, i cantieri per la costruzione sono fermi. Brad McCrea della BCDC, interpellato dalla redazione di CNET, spiega che gli accertamenti in corso si concluderanno entro poche settimane. Solo allora bigG potrà riprendere i lavori di allestimento. Non è inoltre da escludere l’ipotesi che Google debba chiedere e ottenere ulteriori permessi per completare la struttura nei pressi di Treasure Island o in alternativa spostarsi altrove. Se ne saprà di più all’inizio del prossimo anno.

Fonte: CNET • Immagine: Portland Press Herald • Notizie su: