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Google: aumentano le richieste dai governi

Google aggiorna il report sulla trasparenza: ha ricevuto ancora più richieste di rimozione dei contenuti dai governi, soprattutto da Turchia e Russia.

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I governi di tutto il globo sono sempre più esigenti nel richiedere a Google le informazioni dal Web e la rimozione di contenuti di vario genere dal noto motore di ricerca. Lo ha reso noto il gruppo di Mountain View nel suo ultimo Transparency Report.

Durante la prima metà del 2013, Google ha ricevuto ben 3846 richieste per rimuovere 24.737 voci dai risultati di ricerca, e si tratta di un incremento del 68% rispetto a quanto visto nel semestre precedente. Google ha approvato più di un terzo di tutte le richieste, che più che altro sono pervenute da giudici, poliziotti e politici che cercano di nascondere informazioni critiche su di loro. La richiesta più comune in assoluto è relativa alla diffamazione dei personaggi pubblici, mentre altre citano violazioni di diritto d’autore, leggi locali che regolano la religione e le espressioni di odio.

«Negli ultimi quattro anni, una preoccupante tendenza è rimasta costante: i governi continuano a chiederci di rimuovere i contenuti politici», ha dichiarato Susan Infantino, direttore legale di Google, in un post sul blog aziendale. Più che altro si tratta di «giudici che chiedono la rimozione di informazioni critiche per loro, dipartimenti di polizia che vogliono oscurati video o blog che mettono in cattiva luce il loro operato e le amministrazioni locali che vogliono tenere nascosto il loro processo decisionale».

In particolare, Google ha registrato un significativo aumento delle richieste di rimozione dei contenuti da parte di due Paesi, ovvero la Turchia (1673 richieste) e la Russia (257), in quest’ultimo caso aumentate in seguito a una nuova normativa che forma una lista nera di siti non graditi al governo. Dagli Stati Uniti sono pervenute 545 richieste, il 70% in più rispetto allo scorso anno. Per quanto riguarda l’Italia, Google dichiara di aver ricevuto una richiesta da parte di un dipendente municipale per la rimozione di un video su YouTube che presumibilmente violava la sua privacy poiché mostrava il suo viso su un manifesto elettorale. La richiesta non è stata accettata, mentre il gruppo ha rimosso da un blog su blogspot.it un post ritenuto diffamatorio nei confronti di un privato.

Fonte: Google Transparency Report • Via: Google Blog • Notizie su: