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Play Store, suggerimenti rapidi e voti bassi

Il box "Suggerimenti rapidi" introdotto da Google nell'applicazione Play Store sta portando un numero anomalo di recensioni negative alle app Android.

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Con l’aggiornamento alla versione 4.5.10 di Play Store, Google ha introdotto un piccolo box posizionato nella schermata principale, chiamato “Suggerimenti rapidi”: un rettangolo in cui viene mostrata una delle applicazioni installate e in cui viene chiesto all’utente di esprimere un giudizio da 1 a 5, semplicemente con un tap sulle stelle. L’intenzione è quella di sfruttare i voti forniti per fornire velocemente consigli su nuove app da scaricare, ma un approccio di questo tipo sembra stia creano qualche problema agli sviluppatori.

In molti lamentano infatti di ricevere un numero troppo alto di voti negativi. Gli utenti, infatti, potrebbero essere spinti a fornire recensioni in modo troppo rapido e poco ragionato, premendo immediatamente su una singola stella se il software non è di loro gradimento o poco utilizzato, oppure premiandolo con cinque stelle se ricco di funzionalità o ben realizzato. I punteggi intermedi sembrano dunque essere la maggior parte delle volte ignorati, contribuendo così a polarizzare la valutazione complessiva ai due estremi: il massimo oppure il minimo. Un vero grattacapo per chi sviluppa, che rischia di vedere compromessa la propria reputazione agli occhi della community Android.

Il box "suggerimenti rapidi" introdotto da Google nell'applicazione Play Store, per valutare in modo veloce le applicazioni Android

Il box “suggerimenti rapidi” introdotto da Google nell’applicazione Play Store, per valutare in modo veloce le applicazioni Android

Chi pensa di aver fornito voti in modo superficiale può comunque porre rimedio: basta aprire Play Store, accedere al menu di sinistra, premere la propria immagine profilo e controllare tutti i voti lasciati nella sezione “Ultime attività condivise su Play”. Da lì è possibile modificare una recensione o eliminarla, lasciando eventualmente un commento. Ovviamente dovrà essere Google a intervenire per risolvere il problema a monte, rivedendo un sistema che anziché favorire la trasparenza sembra finora aver creato parecchia confusione.

Fonte: Android Police • Notizie su: ,