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Apple acquisisce SnappyLab

Apple ha acquisito la startup SnappyLab, una società a singolo developer alla base della popolare applicazione di foto-burst SnappyCam.

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Nuova tornata di acquisizioni per Apple: il gruppo ha fatto propria la startup SnappyLab, alla base della popolarissima applicazione SnappyCam. Interessanti non sono solo le caratteristiche del software – una fotocamera che permette di salvare scatti a piena risoluzione a circa 20 fotogrammi al secondo – ma anche il fatto che si tratti di una società gestita e curata da una sola persona.

Il padre dell’applicazione è John Papandriopoulos, un dottorando in ingegneria dell’Università di Melbourne, il quale ha avuto la brillante idea di trasformare la fotocamera di iPhone in un tool di cattura rapida particolarmente performante. A differenza delle altre “burst camera”, che consentono gli scatti in sequenza a risoluzione inferiore rispetto a quella nativa, SnappyCam è in altissima qualità.

Da qualche giorno l’applicazione è scomparsa da App Store e il sito ufficiale è apparso offline: si è speculato quindi che l’inventore avesse deciso di terminare l’attività, nonostante l’estrema popolarità di SnappyCam. Oggi però uno scenario diverso, con la conferma diretta da parte di Cupertino: la startup è stata acquisita e ora fa parte ufficialmente di Apple. È quindi probabile che la tecnologia dello sviluppatore australiano venga inclusa nelle prossime versioni di iOS, sebbene la mela morsicata non abbia rilasciato alcuna conferma in tal senso. Così un portavoce ha comunicato a Re/Code:

«Apple acquista piccole compagnie tecnologiche di tanto in tanto, generalmente non discutiamo i nostri motivi né i nostri piani.»

SnappyCam è da poco meno di un anno in vendita su App Store, al prezzo di un solo dollaro. Dallo scorso giugno, e per diverse settimane, è rimasta alla prima posizione della applicazioni a pagamento più acquistate, tanto da dominare la classifica di 9 paesi. Alla base di un’applicazione così semplice vi è però una grande innovazione tecnologica: Papandriopoulos ha di fatto “reinventato” il formato JPG, adattandolo alla velocità pur mantenendo il massimo della risoluzione. Sono 50.000 le linee di codice che danno vita a SnappyCam e, chissà, forse non saranno d’aiuto solo a iOS ma anche all’universo di OS X.

Fonte: TechCrunch • Via: Re/Code • Notizie su: , , ,