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7 anni di iPhone: cosa è cambiato, cosa cambierà

Sono passati 7 anni dal lancio del primissimo iPhone: cosa è cambiato da quel palco della MacWorld Conference, con un entusiasta Steve Jobs?

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Sono passati già 7 anni dalla presentazione del primo iPhone. Una rivoluzione che ha cambiato le vite di tutti – e non solo di chi è in possesso di uno smartphone con la mela morsicata – lanciata da un entusiasta Steve Jobs dal palco della MacWorld Conference di San Francisco. Dopo tutti questi anni, cosa è cambiato e cosa ancora cambierà nell’universo del melafonino e della telefonia in generale?

Oggi è un dato scontato: ci si stupisce nel vedere in circolazione telefonini cellulari che non si siano ancora convertiti allo schermo touchscreen, all’universo delle applicazioni e dei servizi multimediali. Eppure nel 2007, nemmeno troppo tempo fa, di queste innovazioni il pubblico non ne aveva il minimo sentore. Non si può dire che Apple abbia inventato lo smartphone, ma i primi esemplari sul mercato – si pensi a Blackberry o ai Nokia con sistema operativo Symbian – erano tutti dotati di tastiera fisica e funzioni limitate. Nessun big del Web dimostrava troppo interesse nella nuova era “mobile” della Rete, forse a eccezione di Google e del suo progetto Android che, almeno agli albori, assomigliava più al già citato Blackberry che all’attuale robottino verde. Cupertino, nei fatti, ha stabilito il “prima” e il “dopo” del mondo della telefonia.

Il 9 gennaio del 2007 Steve Jobs estrasse dal taschino un device insolito, privo di tasti fisici a eccezione del pulsante Home, dallo schermo coloratissimo e del design innovativo. Questo computer in miniatura non solo era in grado di telefonare, ma garantiva l’accesso a Internet con la visualizzazione di pagine complete anziché la versione WAP, l’ascolto di musica come se fosse un normale iPod, la visione di video anche da YouTube e un nugolo di altre funzioni, tra cui il meteo, gli aggiornamenti di borsa e poco altro. Il mondo di App Store arrivò soltanto un anno più tardi, ma al pubblico del MacWorld è bastato quanto visto: un device fluido e altamente user-friendly, gestibile trascinando semplicemente le dita sul suo schermo.

Quel che successe dopo è facile intuirlo: tutti i produttori mondiali decisero di lanciare dispositivi simili e touchscreen, forti del sistema operativo Android che – abbandonate le mire a Blackberry – diventò a sua volta sensibile al tocco e intuitivo. Un fatto che Steve Jobs non gradì affatto, tanto da tacciare il tutto come furto e l’intenzione di voler lanciare una “guerra termonucleare” ai concorrenti pur di difendere la proprietà intellettuale e i brevetti della Mela.

Negli anni iPhone si è evoluto aggiungendo via via sempre più funzioni e cambiando più volte design. Dalla prima versione solo 2G, si è oggi arrivati allo sdoppiamento tra iPhone 5C e iPhone 5S. Fra questi due estremi, iPhone 3G e 3GS con il loro iconico aspetto arrotondato, a cui ha fatto seguito iPhone 4, la seconda rivoluzione del gruppo: questo smartphone, infatti, è il primo al mondo ad aver goduto di uno schermo ad altissimi DPI, ovvero il Retina Display. E quindi iPhone 4S, identico al predecessore ma dalla fotocamera migliorata, e iPhone 5, con il suo corpo in irresistibile alluminio anodizzato.

Archiviato il passato, quali sono le sfide che attendono il melafonino in futuro? Stando alle indiscrezioni più accreditate, iPhone 6 vedrà l’introduzione di uno schermo più ampio – forse ricurvo – in un design completamente ridisegnato. Più potenza, sempre inseguendo i 64bit di iPhone 5S, ma anche più utilità, con l’inaugurazione di una lunga serie di funzioni biometriche già introdotte dal lettore di impronte digitali Touch ID. Per Apple, tuttavia, la grande sfida non sarà quella delle feature, bensì della concorrenza. Il market share di iPhone si riduce in anno in anno dati gli agguerriti competitor Android, capaci di saturare qualsiasi fascia di prezzo. Ed è forse il prezzo il fattore che Cupertino dovrà tenere più in considerazione: iPhone 5C non ha fatto breccia nei cuori dei consumatori perché troppo caro, chissà allora che il 2014 non sia davvero l’anno del primo melafonino “cheap”.

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