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Obama e NSA: Europa delusa

Claude Moraes e altri europarlamentari in coro contro il discorso di Obama sulla NSA: insufficiente per restaurare i diritti e un clima di fiducia.

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Più delusione che altro. Il presidente degli Stati Uniti ci ha provato, ma non è riuscito a convincere l’opinione pubblica mondiale che sulla NSA cambierà rotta. Dopo l’atteso discorso di venerdì scorso è stato un fine settimana di commenti in gran parte negativi e oggi arriva anche da Bruxelles, per voce del deputato socialista Claude Moraes: così non va.

Forte del rapporto EU sulla NSA pubblicato pochi giorni fa e curato proprio da lui, Moraes è esplicitamente critico verso i contenuti del discorso di Obama, ritenuto del tutto insufficiente. La tesi di Barack Obama, infatti, si è ostinatamente avvitata sul concetto che gli unici scopi della sorveglianza della sua intelligence sia contrastare la proliferazione di armi, terrorismo, traffici internazionali e spionaggio industriale e politico contri gli Usa. Tuttavia, è stato troppo vago rispetto alle accertate violazioni della privacy e dei diritti sanciti sia dalla Costituzione americana che dagli accordi internazionali in merito alla lotta contro la criminalità. Un discorso, secondo Moraes troppo americano-centrico:

Avevamo bisogno di un chiaro messaggio per rassicurare i cittadini dell’Europa Unita, che hanno serie preoccupazioni riguardanti l’uso di metadati per scopi potenzialmente negativi o illegali. Volevamo sentirci dire che avranno diritto a un ricorso giurisdizionale, che si potrà impedire tali azioni potenziali della NSA. Il discorso si è soffermato sulle possibili conseguenze commerciali delle rivelazioni di Edward Snowden sulle società statunitensi: per i cittadini dell’unione europea la questione è invece se il presidente ha fatto abbastanza per ripristinare il danno alla reputazione di molte grandi aziende IT che hanno sofferto per le accuse di collaborazione con la NSA. Al fine di ricostruire questa fiducia, c’è bisogno che le autorità statunitensi pongano fine alla discriminazione attuale, in cui i cittadini europei hanno bassi livelli di diritti di privacy rispetto ai cittadini statunitensi.

Julian Assange: discorso di Obama imbarazzante

Non bastasse la presa di posizione del curatore del report europeo sulla NSA, sono arrivate anche le (prevedibili) bordate di coloro che fin dall’inizio hanno considerato la protezione di whistleblower la premessa di un discorso più radicale sul potere tecno-politico delle superpotenze (Usa e Cina, in particolare). Julian Assange, ad esempio, ha definito «imbarazzante» il discorso del presidente Obama in un collegamento in diretta con la CNN dall’ambasciata dell’Ecuador:

Obama è stato imbarazzante: ha parlato per 45 minuti senza dire nulla.